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martedì 15 giugno 2021 | ore 14:11

D'Annunzio e i suoi 'lunghi musi'

Gabriele D'Annunzio è stato un grande appassionato e amante anche dei cani, in particolare dei levrieri. Il dottor Angelo Anselmi, veterinario a Castano, e Sonia Ragno lo raccontano nel libro 'I musi lunghi di Gabriele D'Annunzio'.
Castano - Il dottor Anselmi con il libro

Gabriele D'Annunzio scrittore, poeta, drammaturgo, militare, politico, giornalista, ma anche appassionato e amante dei cani (in particolar modo dei levrieri). Non ne eravate a conoscenza e vorreste saperne qualcosa di più? Beh... allora non vi resta che leggere 'I lunghi musi' appunto di Gabriele D'Annunzio, il libro scritto, come si dice, 'a quattro mani' da Sonia Ragno e dal dottor Angelo Anselmi, veterinario a Castano Primo. "Sono forse in pochi, infatti, coloro che hanno notizie di come il vate avesse un forte attaccamento al mondo cinofilo - racconta lo stesso Anselmi - E' un lato della sua vita, insomma, di cui si sà poco o quasi nulla, pertanto, da qui è venuta l'idea di realizzare un testo che approfondisse proprio tale aspetto". E gli step per arrivare al prodotto finale, inevitabilmente, sono stati numerosi e differenti: ricerche, studi, raccolta del materiale e analisi di quanto trovato, per poi mettere tutto assieme e dare forma al volume. "Quello che abbiamo provato a fare è portare in luce il rapporto che D'Annunzio aveva con i suoi cani - continua - Arrivando a scoprire tasselli davvero interessanti e pure curiosi, perché se, all'inizio, il legame poteva sembrare simile a ciò che avveniva tra una persona altolocata e famosa con i suo animali, invece per lui era una relazione praticamente totale, come per ogni cosa che portava avanti. Non dimentichiamoci, giusto per citare un particolare significativo, che è stato un importante allevatore di greyhound e borzoi e, durante il periodo in Francia, ha avuto un canile di allevamento, ricoprendo un ruolo significativo nella fondazione del greyhound club francese. Non solo, è stato anche il primo cinofilo italiano a varcare i confini del nostro Paese, appunto per fare attività in questo senso". Un libro, insomma, che ripercorre i diversi momenti, con gli avvenimenti che sono esposti in ordine cronologico e accompagnati da ricordi, aneddoti, curiosità e immagini d'epoca. "C'è gran parte del suo impegno nella cinofilia - ribadisce il dottor Anselmi - Ad esempio, ci si sofferma sul rapporto con i veterinari, dal quale è emerso come non si avvalesse di un intermediario, bensì si occupasse personalmente di ogni singolo istante; o ancora ecco il coinvolgimento nell'ambiente del coursing e le amicizie e gli amori nati attorno a questo interesse condiviso con altra gente, in modo particolare con membri della buona società. Fino alle uscite a cavallo con i levrieri, da sempre animali con un istinto predatorio forte, e che, quindi, in qualche occasione, provocarono danni (si racconta, infatti, che i fattori lasciassero andare apposta le galline, per poi chiedere a D'Annunzio cifre assurde quando il loro pollame veniva attaccato e ucciso); oppure, c'è quell'episodio in cui uno dei suoi 'quattro zampe' fu ammazzato da un contadino, proprio per gli stessi motivi, e il vate, allora, lo denunciò, portandolo a giudizio (una delle prime condanne per maltrattamenti sugli animali). Era una persona, quindi, molto attenta ai minimi particolari, tant'è che alcuni cani che ha prodotto figurano, ancora oggi, nei pedigree internazionali. Una figura che ha saputo scrivere pagine di storia e lasciare un grande segno anche nel mondo cinofilo".

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