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martedì 04 ottobre 2022 | ore 12:36

Raduna una banda punitiva tramite facebook

Bienate: rissa in oratorio per la vendita di qualche grammo di hashish
Bienate - La parrocchia

M.P., 19enne, studente legnanese, aveva un appuntamento, nel tardo pomeriggio di ieri, all’oratorio di Bienate di Magnago, per dare 50 euro a B.S., 21enne legnanese, per un acquisto di qualche grammo di hashish, acquistato giorni prima. B.S. raduna quindi, tramite il social network Facebook, altri 4 amici 20enni di Legnano, con i quali si dà appuntamento in via Novara per partire alla volta di Bienate, dove ha fissato l’incontro con il suo debitore. Giunti lì, M.P. si presenta all’appuntamento, ma non è solo. Con lui ci sono altri quattro amici, suoi coetanei, armati di mazze, che in fretta circondano l’auto di B.S. e dei suoi amici, che visto l’accerchiamento, decidono di scendere dall’auto, solo dopo aver impugnato, anch’essi, delle mazze di ferro, che erano nel bagagliaio dell’auto. Tra le due fazioni scoppia la rissa sotto gli occhi di molti passanti, che allertano subito il 112. Durante la rissa partono anche dei colpi da una pistola a piombini detenuta da M.P. e uno di questi colpi ferisce di striscio alla testa B.S., che viene subito accompagnato al pronto soccorso di Legnano da un amico, dove viene medicato. Intanto i carabinieri di Legnano arrivano sul luogo della rissa e identificano alcuni dei ragazzi. B.S. invece, raggiunto da altri carabinieri in ospedale, dapprima nega vi sia stata una rissa, bensì afferma di essere stato rapinato da due marocchini alla Stazione ferroviaria di Legnano, ma la sua tesi viene subito confutata dai militari che, nel frattempo, avevano raccolto le numerose testimonianze di chi aveva assistito alla violenta rissa. In seguito altri tre giovani si sono fatti medicare per escoriazioni varie, derivanti dai colpi della pistola ad aria e un altro si è fatto medicare all’ospedale di Busto Arsizio per la lussazione di una spalla. I giovani sono stati quindi denunciati per rissa aggravata, lesioni personali e detenzione di armi e oggetti atti ad offendere.

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