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domenica 11 aprile 2021 | ore 20:58

Affidato ai servizi sociali

La giustizia ha deciso di dare fiducia al 16enne cuggionese che la scorsa estate venne arrestato a Milano. Affidato in prova ai servizi sociali.
Attualità - Affidato ai servizi sociali (Foto internet)

La giustizia ha deciso di dare fiducia al 16enne cuggionese che la scorsa estate venne arrestato a Milano. Troppo giovane per finire in una cella, il primo reato lo si deve perdonare. Ma tutto dipenderà dalla sua volontà. E così la dottoressa Marina Zelante del Tribunale per i Minorenni lo ha prima affidato in prova ai servizi sociali e poi gli ha fatto una ramanzina da mamma, prima che da magistrato. Dovrà rispettare le regole perché a 16 anni si può sbagliare, ma un altro errore non verrà tollerato. E così il ragazzo verrà sottoposto ad una prova della durata di un anno durante il quale dovrà svolgere una serie di attività che vanno dal volontariato all’inserimento in laboratori e tanto altro. Un periodo durante il quale sarà sottoposto a costante valutazione perché l’obiettivo sarà quello di fare di lui una persona onesta. Ci credono in tanti perché il cuggionese ha le capacità per riuscire nella vita e ci sono persone che nelle ultime settimane, appresa la sua storia, lo stanno aiutando in tutti i modi. L’arresto avvenne la scorsa estate quando si recò a Milano con un amico maggiorenne. Rubarono un motorino e vennero sorpresi dalla Polizia. Lui reagì con violenza e scattò l’arresto. Il giudice lo mise ai domiciliari nella sua abitazione di Cuggiono, misura cautelare che per i minorenni viene definita permanenza in casa per usare una parola meno pesante. Un periodo non facile per un ragazzo come lui abituato a vivere all’aria aperta. Ebbene si perché di lui nel mondo del calcio si parlava davvero bene. Aveva girato parecchie società blasonate, dalla Pro Patria al Torino, al Lugano, alla Pistoiese all’Arezzo. Tutto faceva pensare ad un futuro nello sport al punto che la migliore società di calcio del Marocco, il Raja Casablanca, lo voleva inserire nel suo settore giovanile. Ma poi sono arrivate le amicizie sbagliate e l’arresto. Il 16enne negli ultimi giorni viene seguito con tanto amore anche da un volontario che ci sta mettendo l’anima per aiutarlo ad intraprendere la strada giusta. Il calcio potrà tornare ad essere una passione, ma soltanto dopo che avrà capito cosa vuole dalla vita.

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