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I 19enni e la 'Regola di vita'

Sabato 3 ottobre, alle 21, in Duomo, una rappresentanza dei 19enni della Diocesi presenterà all’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, la Regola di vita.
Milano - L'Arcivescovo con i giovani (Foto internet)

Sabato 3 ottobre, alle 21, in Duomo, una rappresentanza dei 19enni della Diocesi presenterà all’Arcivescovo di Milano, Monsignor Mario Delpini, la Regola di vita. Questo atto, che tradizionalmente segna il passaggio a una fede più adulta, avverrà nel contesto della veglia di preghiera per la Redditio Symboli, presieduta dallo stesso Arcivescovo. Quest’anno l’incontro sarà preceduto da una celebrazione eucaristica che vedrà coinvolti i 18 e 19enni nello stesso Duomo e i giovani più grandi (dai 20 ai 30 anni) divisi secondo la zona pastorale di appartenenza in sette chiese di Milano (Basilica di S. Stefano Maggiore – zona 1, Basilica di S. Maria della Passione – zona 2, Basilica di S. Eufemia – zona 3, Basilica di S. Vittore al Corpo –zona 4, Basilica di S. Lorenzo Maggiore – zona 5, Basilica di S. Simpliciano - zona 6, Chiesa del Carmine - zona 7). L’evento liturgico intende far rivivere simbolicamente ai giovani l’incontro dei discepoli di Emmaus con Gesù risorto raccontato dall’evangelista Luca, che ispira anche il percorso 'Senza indugio' con il quale la Diocesi vuole rileggere la pastorale giovanile in chiave missionaria, in linea con l’esortazione post-sinodale Christus Vivit, di papa Francesco. "Come se fossimo ad Emmaus, ci troveremo dapprima in diverse chiese del centro di Milano per la celebrazione eucaristica e poi convergeremo verso il Duomo (qualora necessario anche in piazza Duomo) per la veglia di preghiera - spiega don Marco Fusi, responsabile del Servizio per i Giovani e l’Università della Diocesi - Come a Gerusalemme i discepoli di Emmaus trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, incontreremo il nostro Arcivescovo, i Vescovi ausiliari, successori degli Apostoli, e gli anziani della comunità diocesana, uomini e donne che seguono il Risorto nella Chiesa".

Il cuore della Veglia sarà la Regola di vita con la quale i ragazzi si impegnano “a stare al mondo da cristiani”, coltivando la propria fede, impegnandosi per la propria comunità, vivendo responsabilmente le relazioni con gli altri, anche quelle più intime. La consegna della Regola di vita ripete il gesto antico della professione del credo, appunto Redditio Symboli, che compivano i catecumeni durante la veglia pasquale

Nella Regola, scritta dai giovani nei mesi scorsi sotto la guida dei propri educatori, ognuno ha indicato gli impegni che si sente di assumere per vivere con coerenza e da adulto il credo che ha ricevuto dai genitori e dalle persone con cui è cresciuto.

«Gli educatori hanno indirizzato i giovani in questo lavoro, nei mesi scorsi, ma ogni ragazzo ha scelto liberamente cosa mettere nero su bianco nella propria Regola – spiega don Fusi -. Quindi nessuno sa quello che hanno scritto se non l’Arcivescovo quando le leggerà. Sono certo tuttavia che, in quest’anno così particolare, in molti avranno puntato sulla cura degli affetti e sull’impegno per gli altri, perché questi sono gli ambiti che hanno visto molti di loro impegnarsi durante i mesi del lockdown. L’emergenza sanitaria ha costretto tutti loro a riorganizzare i tempi delle loro giornate e molti hanno scoperto o riscoperto il valore della solidarietà. C’è chi ha consegnato i pacchi viveri alle famiglie più povere, chi si è offerto di fare la spesa al vicino di casa più anziano... Mi aspetto che queste esperienze abbiano lasciato una traccia anche nel percorso di crescita della propria fede».

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