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lunedì 21 settembre 2020 | ore 17:21

Una scuola di... domande

Per ora c’è una data certa, quella di lunedì 14 settembre. Per tutto il resto, solo un grande punto interrogativo: che scuola sarà quella che accoglierà gli studenti 'post' lockdown?
Scuola - La scuola 'post' lockdown (Foto Scuolainforma)

Per ora c’è una data certa, quella di lunedì 14 settembre. Per tutto il resto, solo un grande punto interrogativo: che scuola sarà quella che accoglierà i nostri bambini, ragazzi e adolescenti dopo quasi un quadrimestre di lockdown della didattica in presenza? “Ci stiamo muovendo per prepararci al nuovo anno scolastico, senza sapere però dove approderemo - ci spiega Giampiero Chiodini, dirigente scolastico degli istituti comprensivi di Inveruno e Castano Primo - Tante congetture, tante ipotesi, ma ci mancano pilastri definitivi su cui poggiare una programmazione certa. Le linee guida del Ministero dell’Istruzione sono troppo generiche, dando giustamente tanto spazio all’autonomia scolastica, ma senza dettami certi lasciano il tempo che trovano”. Proprio in questi giorni, si stanno moltiplicando gli incontri dei presidi della zona, che condividono tutti le stesse perplessità, con le Amministrazioni comunali, per l’individuazione di spazi per la didattica alternativi alle classi meno capienti. “Il distanziamento è da tenere sia in situazione statica, sia in dinamica, ma non si capisce bene come incastrare queste due configurazioni. Dipende molto dalle strutture a disposizione: a Inveruno, per esempio, ci sono maggiori problemi di spazi alla scuola primaria rispetto alla secondaria. Ma ciò non avviene a Furato, dove le classi delle Elementari sono piccole e tutti gli alunni possono stare in aula senza problemi. Stiamo lavorando tanto, senza sapere se nella direzione giusta: stiamo facendo diverse ipotesi, speriamo poi di riuscire a scegliere la migliore”. Quali sono le ipotesi per il rispetto del distanziamento sociale? “Se nelle aule a disposizione si stabilirà che un determinato numero di alunni non possono entrare per problemi di spazio, si dovranno creare dei sottogruppi. A quel punto bisognerà, innanzitutto capire dove potranno fare lezione. Non si sa se si potrà stabilire una riduzione di orario rispetto al consueto. Per quanto riguarda la scuola primaria, per esempio, le interpretazioni delle linee guida lasciano spazio a diverse ipotesi. Si potranno organizzare doppi turni e didattica al sabato, ma sono tutte congetture. Probabilmente non si saprà nulla di più certo fino alla prima settimana di settembre”. E i docenti in più promessi dal ministro Azzolina? “La questione dell’organico è fondamentale, ma fino a fine agosto non sapremo quanti docenti avremo effettivamente a disposizione. Una volta stabiliti i sottogruppi e gli spazi, bisognerà capire quanti insegnanti in più servirebbero, ma se ogni istituto comprensivo chiedesse 10 docenti in più naturalmente i fondi stanziati non basterebbero a coprire i costi. Se poi gli spazi che le amministrazioni comunali individueranno saranno situati al di fuori dell’edificio scolastico, sarà come avere a disposizione dei plessi distaccati per le lezioni. Questi, però, dovranno essere gestiti con una richiesta aggiuntiva anche di personale non docente e collaboratori scolastici”. L’ultima novità di cui si parla sono i test sierologici per il personale della scuola. Cosa ne pensa? “Ho sentito il ministro parlarne alla tv ieri: test sierologici per tutti, alunni e adulti. Già stamattina le cose erano cambiate e si parlava solo di test per gli adulti, per il personale in servizio. Ben venga anche questo, tenuto conto però di quanto siano attendibili tali test. Più siamo controllati e meglio è, mi auguro però che venga imposto l’obbligo di sottoporsi ai controlli, perché se ci fosse personale che si rifiuta di farlo il quadro si complicherebbe ulteriormente”.

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