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domenica 05 luglio 2020 | ore 13:19

6 motivi per gli alberi

Un albero non è mai solo un albero: è un bene di inestimabile importanza, soprattutto in rapporto ai cambiamenti climatici in atto. Ecco, allora, 6 motivi per curarli e piantarli.
Ambiente - Alberi (Foto internet)

Molte città stanno sempre più andando in questa direzione: quella di piantare sempre più alberi e creare sempre più aree verdi, per esempio Milano, che negli ultimi anni in zona Garibaldi ha dato vita alla Biblioteca degli Alberi, oggi uno dei punti più instagrammati della città. Il motivo è chiaro e lampante: aumentare la superficie boscosa si traduce in riduzione del particolato e della CO2, mitigazione della temperatura, regimazione delle acque e aumento del valore degli immobili. Anche durante il lockdown avere a disposizione degli spazi verdi facilmente accessibili e ben distribuiti in tutto il tessuto urbano ha portato alla riscoperta della necessità del contatto con la natura stessa, portatrice di benefici sia fisici che mentali. Una verità oggi sempre più evidente e sulla quale ha messo un punto anche PEFC Italia (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), l’ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale. Nelle città si concentra circa l’80% delle emissioni di gas-serra e la maggior parte della popolazione urbana del pianeta, il 70% nel 2030, in Italia il 72% già nel 2020. “Le città, quindi, sono, e saranno sempre di più, responsabili del cambiamento climatico in atto e tutte le politiche volte al contrasto dell’innalzamento della temperatura terrestre dovranno partire dai centri abitati”, spiega Maria Cristina D’Orlando, presidente del PEFC Italia. Anche gli alberi e le foreste urbane - ovvero l’intera rete che include alberature stradali, boschi, gruppi di alberi e singole piante che si trovano in aree urbane e periurbane – rappresentano infatti, insieme alle foreste delle aree rurali e soprattutto montane, le cosiddette 'green infrastructure' necessarie per far fronte ai cambiamenti climatici: soluzioni naturali a un problema ambientale che, con investimenti contenuti, portano maggiori vantaggi nel tempo. Strutture che vanno a contrapporsi alle 'grey infrastructure', opere ingegneristiche che, in campo ambientale, aiutano a tamponare un determinato problema, provocando spesso danni collaterali. Attenzione, però, non tutti gli alberi sono uguali e assolvono a un determinato compito: “Gli alberi sono dei partner straordinari per mitigare gli effetti negativi del cambiamento climatico attualmente in atto. Ma ci vuole l’albero giusto al posto giusto, gestito correttamente, cioè è necessaria sia la competenza pianificatoria e progettuale, che quella gestionale e operativa”, dichiara Antonio Brunori, segretario generale del PEFC Italia. “Questo renderà anche economicamente, perché investire nei servizi ecosistemici forniti dalla vegetazione permette di risparmiare tante risorse future. La sfida è ancora più impegnativa per il settore tecnico perché l’ambiente artificiale in cui si inserisce attualmente la vegetazione è meno ospitale di quello del passato, per il suolo più compattato, la maggior cementificazione, con eventi atmosferici estremi (vento, piogge, gelate e alte temperature, siccità) più frequenti e dannosi. Crediamo fermamente nel ruolo che possono svolgere gli alberi in questo contesto e per questo stiamo anche lavorando a stretto contatto con il Comitato Alberitalia per portare a termine il grandioso progetto che prevede la messa a dimora di 60 milioni di nuovi alberi in Italia, che PEFC punta a collocare in contesti di pianura e urbani”. Quindi, ricapitolando, quali sono i buoni motivi per piantare nuovi alberi e prendersi cura di quelli già esistenti? Ve li elenchiamo qui sotto.

Riduzione inquinamento atmosferico
Con più di 66 mila decessi prematuri all’anno (secondo le stime dell'Agenzia Europea dell'Ambiente), l’Italia è lo Stato membro UE più colpito in termini di mortalità connessa al particolato (PM 10 e PM 2,5) che deriva principalmente dal traffico veicolare. Il ruolo degli alberi urbani nell’assorbimento e riduzione di tali particelle è fondamentale: si calcola che ogni ettaro di foresta urbana sia in grado di assorbire fino a 30 kg di Pm10 all’anno (dati: rapporto sul capitale naturale in Italia - maggio 2020).
Riduzione CO2 e sequestro di carbonio
Le città generano l’80% di emissioni di gas serra e le piante urbane giocano un ruolo cruciale grazie alla loro capacità di sequestrare la CO2 attraverso la fotosintesi e quindi di immagazzinare carbonio (carbon sink) nella biomassa vegetale e nel suolo: una pianta con caratteristiche nella media situata in un clima temperato e in città assorbe tra i 10 ed i 20 kg CO2/anno.
Riduzione temperature in eccesso
Altro fenomeno drammatico in termini ambientali e che rischia di abbassare la qualità della vita delle persone è quello delle isole di calore, che determina un microclima più caldo (tra gli 0,5 e i 3° C) all'interno delle aree urbane cittadine rispetto alle circostanti zone periferiche e rurali. Inoltre, a differenza degli edifici, gli alberi quando si surriscaldano emettono vapore acqueo dalla chioma, contribuendo ad abbassare la temperatura delle foglie e di tutto l'ambiente circostante. Con l’ombreggiamento e l'evapotraspirazione, gli alberi possono contribuire a una riduzione della temperatura mediamente di 3.5°C e quindi anche a una riduzione dell’uso dei condizionatori fino al 30% (dati FAO 2018).
Aumento valore immobiliare
I servizi ecosistemici su tutto il territorio nazionale hanno un valore annuale complessivo che si stima arrivi a superare i 220 miliardi di euro (dati: Rapporto Capitale Naturale ): si tratta in gran parte di un valore non riconosciuto dal mercato. Ma negli ambiti residenziali gli alberi hanno un valore economico diretto e tangibile, generando un miglioramento urbano e aumentando l’appetibilità del luogo - e quindi il valore degli immobili - anche del 20% (dati: U.S. Forest Service citato in 'Strategia Nazionale del Verde Urbano', Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare).
Regolazione acqua e rischio idrogeologico
Gli alberi e le radici possiedono qualità straordinarie che consentono di svolgere un’azione protettiva nei confronti delle comunità: rallentano i tempi di corrivazione dell’acqua piovana e il deflusso, soprattutto durante fenomeni meteorologici estremi come le sempre più frequenti bombe d’acqua, contribuendo a ridurre l’erosione del suolo e il rischio di esondazione. Senza l’azione degli alberi, si calcola che ogni anno lo stato italiano dovrebbe spendere per la riduzione del rischio idrogeologico dai 35 ai 149 miliardi di euro (dati: Terzo Rapporto Capitale Naturale, Maggio 2020).
Creazione spazi ricreativi e di aggregazione
Un beneficio immateriale strategico importantissimo, emerso chiaramente nei mesi di lockdown, è l’offerta di spazi ricreativi e di aggregazione. I parchi alberati e le foreste urbane costituiscono degli ambienti naturali in cui le persone possono incontrarsi, giocare e interagire, aumentando di conseguenza il valore delle aree limitrofe e contribuendo alla creazione di identità locale e di nuove opportunità culturali e formative.

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