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mercoledì 27 maggio 2020 | ore 00:35

"Nessun futuro per l'infanzia"

Scuole dell'Infanzia, nidi privati: tutti invisibili; dai bambini alle famiglie, dagli educatori ai titolari.
Milano - In protesta per l'infanzia

Dalla Lombardia al Veneto, dal Lazio all'Umbria una manifestazione silenziosa, come è forte il silenzio assordante sul futuro dei bambini. Scuole dell'Infanzia, nidi privati: tutti invisibili; dai bambini alle famiglie, dagli educatori ai titolari.
“Il silenzio sui servizi educativi 0-6 è tombale dopo il DPCM sulle riaperture firmato dal Presidente Conte: parliamo di più di 10.000 strutture in tutta Italia dimenticate anche dal Decreto Rilancio, che oltre a non essere oggetto di alcun piano di riapertura, si vedono negare la proroga della Cassa Integrazione per i lavoratori, il che significa per le strutture chiuse fine febbraio, in Lombardia e da inizio marzo nel resto d’Italia, la copertura massimo fino a metà giugno. I mesi successivi saranno a carico delle imprese, già martoriate da mesi di inattività e per le quali non è prevista la riapertura.”

Per questo, oggi, 21 maggio in numerose piazze d’Italia, il Comitato EduChiAmo ha convocato una manifestazione nazionale.
"In Lombardia parliamo di 60.000 frequentanti i nidi privati, che in tutta Italia assolvono con il 65% di copertura sul territorio nazionale il diritto all’educazione dei bambini da 0-3 anni.
Oltre 100.000 gli operatori a rischio del settore che domani scenderanno in piazza insieme ad i titolari delle strutture ed ai genitori, gravemente preoccupati per il concreto rischio di non avere servizi a cui appoggiarsi per il rientro al lavoro.

“Siamo gli INVISIBILI e lo sono soprattutto I BAMBINI nella la fascia di età 0/3 anni che non potranno nemmeno usufruire degli spazi ricreativi dei centri estivi previsti dal governo dal 15 giugno, che dovranno essere gestiti all’aperto o nei parchi pubblici per assicurare il distanziamento sociale.
Se il Governo non interverrà rapidamente nel settore 0/6 a Settembre non riaprirà nessuno e si creerà un baratro sociale, economico,di perdite ingenti di posti di lavoro non recuperabili, e soprattutto quei 100.000 bambini non avranno un luogo per crescere ed i genitori non sapranno a chi affidarli per poter tornare serenamente al lavoro.

Oggi siamo stati in silenzio per 2 ore e abbiamo portato con noi simboli dell’infanzia: bambole e ciucci, coccarde e fiori bianchi che verranno abbandonati sul selciato, come siamo stati abbandonati noi".

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