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lunedì 25 maggio 2020 | ore 06:24

'Don Cuni' e Coronavirus

Come procede l’isolamento alla RSA Don Cuni di Magenta? Ospiti, personale medico e infermieristico vengono sottoposti ai regolari controlli? Ci sono e quanti sono i positivi?
Magenta - RSA 'Don Cuni' (Foto internet)

Come procede l’isolamento all’interno della RSA Don Cuni di Magenta? Ospiti, personale medico e infermieristico vengono sottoposti ai regolari controlli? Ci sono e quanti sono i positivi? La RSA ha inviato un dettagliato comunicato aziendale firmato dal responsabile sanitario, dottor Giuseppe Borroni, dal Presidente del CdA dottor Valerio Giorgetti e dal direttore generale dottor Luca Massari nel quale sono state evidenziate le varie tappe dell’emergenza e di come è stata gestita all’interno della struttura. “Le RSA sono luoghi dove il rischio è maggiore – si legge nella nota – sia per la fragilità degli ospiti sia perché tante persone vivono insieme”. A partire dal 22 febbraio il direttore generale e il responsabile sanitario in accordo con il CdA hanno predisposto numerose misure. Il 22 febbraio sono stati chiusi gli accessi per chi proveniva dalla zona rossa. Il 24 febbraio sono stati limitarti ad un solo parente per ospite gli accessi ed è stata fatta indossare la mascherina a tutti gli operatori. Sono state subito interrotte tutte le attività esterne al nucleo (il nucleo è l’unità dove abitano 20 ospiti, la don Cuni ne ha 5). Il 4 marzo sono stati bloccati tutti gli accessi ai parenti o ad esterni. I contatti con l’esterno sono stati mantenuti tramite Skype, telefono o con le videochiamate. Il personale è stato sottoposto subito a misurazione della febbre prima di entrare in servizio e, in tutti i casi di sintomi compatibili con Covid – 19 o temperatura superiore a 37,5°, il personale è stato allontanato. Nel caso in cui gli ospiti hanno avuto sintomi compatibili con Covid – 19 sono state usate anche le mascherine FFP3 con valvola, oltre ai normali dispositivi di protezione che la struttura aveva a disposizione dal 30 gennaio di quest’anno. “Il primo marzo – scrivono nella nota – una nostra ospite era stata inviata al pronto soccorso di Magenta per problemi respiratori. Alla donna non fu fatto il tampone in ospedale; Ma quello da noi eseguito successivamente in data 9 marzo diede esito negativo. In ogni caso la donna era stata isolata in camera singola, in quanto sospetta. Purtroppo altri pazienti di quel nucleo hanno poi manifestato sintomi compatibili con Covid – 19. Cinque di loro sono stati sottoposti a tampone e sono risultati positivi. Tutti i parenti di quel nucleo sono stati informati della situazione perché purtroppo è verosimile che il contagio si sia esteso. Nel nucleo isolato stanno operando medici e infermieri e sono in atto le misure volte a contenere al massimo il rischio di contagio all’esterno”. La RSA spiega inoltre che gli ospiti degli altri nuclei che hanno presentato sintomi potenzialmente compatibili con Covid – 19 sono stati sottoposti a tampone e sono risultati tutti negativi. Anche gli operatori, pur asintomatici, che sono entrati in contatto con pazienti positivi, sono stati sottoposti a tampone “con risultati in grande prevalenza negativi”. “Per far fronte alla situazione – continua la nota – questa azienda non ha limitato in alcun modo gli sforzi economici sia per l’acquisto di dispositivi di protezione, sia per l’ampliamento organico finalizzato a garantire maggiore assistenza e l’idoneo isolamento delle persone a rischio. Le maggiori difficoltà per l’azienda sono gli acquisti dei camici monouso, il reperimento dei tamponi per la diagnosi e le dimissioni del personale che è stato arruolato dagli ospedali. L’ipotesi di ospitare pazienti Covid – 19 dimessi dagli ospedali non è mai stata considerata percorribile dalla nostra azienda. I 5 decessi purtroppo avvenuti in questo periodo solo in due casi sono potenzialmente riconducibili ad infezione Covid – 19, pur non essendoci tampone positivo”. “Con l’occasione vogliamo ringraziare tutti i nostri collaboratori – concludono – i medici, la psicologa, gli infermieri, gli educatori, i fisioterapisti, gli ASA, il personale amministrativo, delle pulizie delle manutenzioni della cucina, e della reception e i responsabili della nostra azienda e della Cooperativa Nuova Assistenza. Ringraziamo il laboratorio del Policlinico di Milano per la grande disponibilità offerta per la collaborazione manifestata per la diagnosi della malattia. Continueremo, in caso di problemi specifici di salute, o di possibili rischi per qualcuno, ad informare i parenti o gli amministratori di sostegno”.

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