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martedì 29 settembre 2020 | ore 22:14

Sugli sci attraverso le Alpi, per il clima

Da Sondrio a Davos, 80km sugli sci per la difesa del clima. Tra questi 4 giovani anche il turbighese Michele Dondi.
Turbigo - Michele Dondi in partenza per Davos

Un'amicizia che nasce per fortuite coincidenze, così come a volte accade quando la vita crea gli incontri giusti per realizzare insieme grandi progetti: mancano pochi giorni all'impresa sugli sci, attraversando le Alpi fino a Davos per il World Economic Forum (in programma nella cittadina svizzera Davos dal 21 al 24 gennaio), per sensibilizzare e far riflettere tutti sull'ambiente, l'emergenza climatica, e il riscaldamento globale, affinché siano applicati modelli più etici e sostenibili. Ma, ci tengono a precisare: “Non siamo gli unici, ci sono tantissime persone accomunate dallo stesso spirito, che tutti i giorni cercano di costruire un mondo migliore”. Giovanni Montagnani, ingegnere elettronico, e Luca Fontana, fotografo, è così che li conosce, Michele Dondi, matematico di 29 anni, di Turbigo, grazie a una passione in comune, durante una gita di scialpinismo due anni fa, sul ghiacciaio del Monte Rosa fino alla capanna Margherita. “Marco Tosi, invece - ci racconta Michele - personalmente l'ho conosciuto da poco, lavora come tecnologo alimentare ma è anche una guida alpina, pure lui è un appassionato di montagna e sportivo ed ha appoggiato subito il nostro progetto di traversata. Nel suo bagaglio storico ha spedizioni alle Svalbard e notti in tenda sulle nevi, ci sta consigliando molto su materiale e attrezzatura”. Per Raffaele Dalle Fratte (“un atleta che ha all'attivo alcune esperienze alpinistiche di 'lunga durata', conosciuto durante una gara di trail a Morazzone questo autunno”), la partecipazione è ancora in dubbio, a causa di un infortunio. “Durante un viaggio, insieme a Giovanni, è nata l'idea di questo progetto, e abbiamo realizzato un primo video del documentario 'Allontanare le montagne' (in cui si denuncia, a fronte dei ghiacciai scomparsi e del cataclisma ambientale subito dalle Alpi, la necessità di un cambio di rotta per vivere la montagna in modo sostenibile): racconta il nostro modo di vivere la montagna, ma è anche una denuncia di come il nostro paesaggio alpino sta reagendo con effetti devastanti al cambiamento climatico”. Il modo in cui viaggeranno sarà ad impatto ambientale prossimo allo zero. Partiranno in treno, dalla stazione di Busto Arsizio, il pomeriggio del 21 gennaio, verso Sondrio; per la prima notte hanno trovato ospitalità presso una chiesa in Valmalenco, poi viaggeranno sugli sci, partendo da Chiareggio, passando attraverso la 'Valle del forno', i passi alpini del Maloja, dello Julier, dell'Albula, pernottando in tenda fino a Davos per un totale di 90km e 5500m di salite e altrettanti in discesa. “In due giorni di viaggio con gli sci - continua Michele - arriveremo a Davos per 'dire la nostra' sul riscaldamento climatico e l'emergenza climatica, anche fosse solo con un cartello di protesta fuori dal Parlamento. 'Your path is to nowhere' (La tua strada è verso il nulla', così si chiama la loro azione di protesta, ndr), non è un'impresa a livello alpinistico, qualunque alpinista con un minimo di allenamento è in grado di affrontarla... L'idea, come detto prima, è nata quest'estate durante una delle nostre gite. Abbiamo una buona autonomia in montagna e condividiamo l'approccio, quindi abbiamo coinvolto anche gli altri giovani nel progetto e siamo partiti con le idee. La cartina del percorso è nata da poco, l'idea iniziale era partire dalla Val Formazza per una traversata alpina più impegnativa, ma diventava più lunga a livello di tempistiche... Così, per un un totale di 5 intensi giorni di viaggio, saremo a casa per domenica”. Questa iniziativa può essere l'occasione per dare avvio a un nuovo modo di protestare? “In questo caso la protesta non riguarda un evento di crisi limitato, ma un evento la cui portata non è ancora forse pienamente compresa. Non si sta aprendo una crisi che avrà un inizio e una fine. La scienza parla chiaro e da anni si è iniziato anche a parlare di azioni di adattamento al cambiamento climatico. Immaginiamoci ad esempio quante città italiane andranno sommerse dall'acqua entro il secolo... (Venezia in primis). Hai avuto modo di partecipare a manifestazioni per l'ambiente e i cambiamenti climatici? “La nostra non è una semplice manifestazione di protesta. Cerchiamo di conoscere ed analizzare le azioni concrete che si possono mettere in campo sia personalmente sia a livello globale. Io personalmente - ci spiega Michele - non amo molto partecipare alle manifestazioni. Capisco però che è necessario in questo senso prendere posizioni chiare su una tematica che ci tocca molto da vicino e sulla quale il consenso dell'intero mondo scientifico e accademico riguardo lo stravolgimento causato dagli impatti del cambiamento climatico è pressochè unanime. Troppo spesso, e troppe volte, la realtà risulta annacquata e chi sa e conosce cause (antropiche) ed effetti del cambiamento climatico non vuole dirlo e/o per anni ha nascosto quello che già si conosceva...” I giovani concretamente cosa possono fare? “Penso che chiunque abbia, almeno un minimo, a cuore il futuro del Pianeta debba interrogarsi su come occorra modificare le proprie abitudini per dare un contributo a ridurre la propria carbon footprint. Oltre alle azioni concrete da parte di ciascuno di noi, qui desideriamo sollecitare azioni concrete anche a livello globale. Devono cambiare i paradigmi globali in ogni ambito, dai trasporti, alla gestione del cibo, alla finanza... Ad esempio, uno degli incontri che si terrà al WEF durante il nostro arrivo, riguarda proprio l'analisi di modalità di Turismo più sostenibile. Interessante notare come vi parteciperà, ad esempio, il CEO di Lufthansa: puzza tanto di greenwashing!” Se tu riuscissi a parlare con un leader mondiale cosa gli diresti? “Fermati, e pensa a dove sei arrivato. Pensa perchè ricopri questo ruolo e cosa questo ruolo ti chiede! Hai sulle spalle una responsabilità molto elevata e anche dalle tue scelte dipende oggi il futuro del nostro Pianeta. La scienza parla chiaro da anni, ora è urgente l'azione globale del mondo politico e di quello economico per mettere in pratica i consigli che la scienza fornisce e che tutti, tutti, siamo chiamati a compiere per salvare l'ambiente e il genere umano, il mondo di oggi e quello di domani”.

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