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mercoledì 21 agosto 2019 | ore 09:53

Bagni 'sotto controllo'

Divieto di balneazione nel fiume Ticino, nel Naviglio Grande e nel Canale Industriale: tra le varie attività, ci sono anche i servizi di verifica da parte della Polizia locale.
Territorio - Una spiaggia sul Ticino

Bagni vietati nel Ticino, nel Canale Industriale e nel Naviglio. Ma non è certo una novità per Turbigo, perché già da tempo nel Comune del Castanese è in vigore l’apposita e specifica ordinanza, appunto, di divieto permanente di balneazione. Caldo e afa, insomma, dovranno essere contrastate in altro modo, anche se ovviamente c’è chi a quelle acque (soprattutto nei fine settimana e in particolare per quanto riguarda il fiume Azzurro) proprio non riesce a rinunciare (in fondo in passato sono state mete e ritrovo di tante persone e famiglie; il cosiddetto 'mare dei poveri' o di casa nostra). Non si può, però, o meglio non si potrebbe e così ecco che, se da una parte, certo, le verifiche e gli accertamenti molto spesso risultano complicati (servirebbe del personale indirizzato unicamente a questo), dall’altra, comunque, si cerca di monitorare e attenzionare il più possibile le varie situazioni. "Diciamo, per prima cosa, che tale ordinanza parte da una questione di sicurezza delle persone (la pericolosità di alcuni tratti, che mettono seriamente a rischio la vita degli stessi bagnanti, come purtroppo è già accaduto negli anni precedenti) – spiega il comandante dei vigili urbani di Turbigo e Nosate, Fabrizio Rudoni – Quindi, si tratta, in parallelo, di salvaguardare la salute dei cittadini, in ottica prettamente ambientale". E, come detto, allora, l’impegno del comando turbighese pure in tale senso è significativo, partendo dal sensibilizzare ed informare la popolazione e quanti si danno appuntamento nelle differenti zone direttamente interessate (alcuni anni fa ci si era attivati anche con il posizionamento di cartelli in varie lingue, visto che molti sono i cittadini di differenti nazionalità che hanno preso quei luoghi come punto di ritrovo) e proseguendo, poi, con le eventuali sanzioni qualora i divieti non vegano rispettati. "Durante i normali servizi di pattugliamento sul territorio – continua Rudoni – facciamo dei passaggi nelle aree interessate, per verificare appunto le realtà in questione. L’estate scorsa, per esempio, abbiamo elevato in totale 6 sanzioni (multe che sono di circa un centinaio di euro) e, intanto, stiamo andando avanti con gli accertamenti sia in settimana sia nei weekend, quando il flusso di persone, in modo particolare sulle spiagge lungo il Ticino (nei pressi del ponte di ferro al confine con Galliate e tra Lombardia e Piemonte) aumenta. E’ fondamentale mettere in campo la prevenzione e in questo senso, dunque, ci siamo mossi e ci stiamo muovendo, per evitare che possono verificarsi episodi di pericolo e di criticità oppure, come purtroppo è già successo nel tempo vere e proprie tragedie". Nel 2012, ad esempio, nel giro di poche settimane si erano avuti tre annegamenti, ma quasi ogni anno il Fiume Azzurro si porta dietro di sé delle vittime.

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