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mercoledì 16 ottobre 2019 | ore 16:06

Magenta, gli islamici chiedono un luogo per pregare

Ancora pochi giorni e comincerà il Ramadan, il periodo di digiuno e preghiera per l’Islam. I musulmani dell’associazione magentina Abu Bakar tornano a chiedere un luogo per pregare.
Magenta - Islamici in preghiera

Ancora pochi giorni e comincerà il Ramadan, il periodo di digiuno e preghiera per l’Islam. I musulmani dell’associazione magentina Abu Bakar tornano a chiedere un luogo dove poter esercitare la preghiera comunitaria. In una lettera protocollata al comune di Magenta chiedono, al più presto, un incontro con il sindaco Chiara Calati, per discutere di questa eventualità. La lettera è firmata dal presidente dell’associazione Ayub Akhter, pakistano, e si appella all’articolo 19 della Costituzione sulla libertà di culto. Chiedono, inoltre, un incontro pubblico entro il 3 di maggio dove poter discutere del bando delle attrezzature religiose che, recita la lettera, dopo la modifica del PGT non è stato ancora indetto. “Ci sembra doveroso – scrivono – che l’Amministrazione della nostra Città si adoperi per venire incontro a 1.500 suoi cittadini”. Insomma, i musulmani di Magenta non si fermano. Dopo le polemiche dello scorso anno e un gruppo che si era radunato, per la preghiera, al parco Pertini di via Casati, sono tornati a farsi sentire tramite una lettera. Impossibile utilizzare un parco per la preghiera, ma nemmeno una palestra può essere adibita a luogo di culto. “A Magenta non esiste nessun posto che possa contenere 1.500 persone – afferma il vice sindaco e assessore alla Sicurezza Simone Gelli – nemmeno il teatro Lirico li può contenere tutti. E allora cosa facciamo? Stacchiamo dei biglietti per decidere chi entra e chi sta fuori? Dobbiamo farne una questione di sicurezza. Abbiamo delle regole da seguire. E dobbiamo attenersi alle regole”. L’associazione Abu Bakar si è costituita, su consiglio della stessa amministrazione, proprio per interloquire meglio con sindaco e vice. Le normative regionali per i luoghi di culto sono stringenti, quindi ben difficilmente gli islamici avranno un luogo per il culto anche per questo Ramadan. “Abbiamo già un precedente a Magenta - aggiunge Gelli –risale al 2008 quando un capannone di via Oberdan, zona nord della città, venne usato da un’associazione islamica. Sappiamo tutti come è andata a finire”. Assenza di parcheggi, centinaia di persone in arrivo per la preghiera del venerdì e conseguenti proteste dei residenti. “Evitiamo che si ripetano tali disagi”, conclude Gelli.

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