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domenica 18 agosto 2019 | ore 23:10

"Al traguardo con me": di corsa per Niccolò

Niccolò è un giovane costretto da sempre in stato vegetativo. Così Massimiliano Pandini, di Castelletto di Cuggiono, ha deciso di dedicare ogni corsa che farà proprio a lui".
Storie - Massimiliano Pandini

Il traguardo tagliato dopo ore ed ore, il sudore e la fatica, ma anche e soprattutto la consapevolezza che quella non era una gara come le altre. Quella, certo, in fondo però tutte quante, perché Massimiliano Pandini, fin dalla prima volta che ha incontrato Niccolò gli ha fatto una promessa (a lui ed alla mamma): “Correrò per te; quando parteciperò ad una competizione è come se tu sarai lì con me e insieme arriveremo alla fine”. E oggi, allora, il patto tra i due è diventato realtà. Eccolo, infatti, alla conclusione della Boa Vista Ultra Trail, 150 chilometri (già, avete capito bene!) tra deserto, ciotolato, saliscendi, sterrato, ecc... “E’ stata una grandissima emozione - racconta il 45enne di Castelletto di Cuggiono - L’emozione, il cuore che batteva forte, il calore e l’affetto della gente, ma la cosa più importante Storie - Di corsa per Niccolò è stato essere riuscito a onorare la parola data a Niccolò. Era l’obiettivo principale e ce l’abbiamo fatta. Chi è Niccolò? Un ragazzo di 18 anni, purtroppo, costretto da sempre a vivere su una sedia a rotelle; non si muove, non è in grado di leggere, scrivere o parlare (era la notte tra il 5 e il 6 aprile del 2000 quando è venuto al mondo con molte difficoltà, cominciando fin da subito una dura lotta per sopravvivere ed affrontando un destino che sembrava essere segnato tra uno stato vegetativo ed una vita brevissima; ha avuto una paralisi cerebrale per anossia perinatale), ma che ha dentro di sé una forza unica ed eccezionale. Lui, la sua mamma e il suo papà sono persone straordinarie, ‘speciali’, che pur di fronte alle tante difficoltà, non si sono mai perse d’animo, anzi hanno iniziato a metterci passione e impegno per provare a far sentire integrati tutti coloro che hanno problematiche e disabilità. Così, dopo avere saputo la sua storia, mi sono detto che avrei voluto pure io, nel mio piccolo, fare qualcosa e l’idea è stata appunto portare, anche se simbolicamente, Niccolò nelle varie corse alle quali ho preso e prenderò parte. E in ogni manifestazione, inoltre, indosserò la maglietta ‘Azione seiaprileduemila’, l’associazione nata proprio per volontà della sua famiglia, partendo dalla sua data di nascita. Alla fine, allora, Niccolò hai visto che ce l’hai fatta: prima la maratona di Milano, portata a termine in prima persona grazie all’aiuto di tanti amici, quindi la Boa Vista Ultra Trail”.

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