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Eugenio Villoresi e il suo Canale

Una giornata di studio, con diverse autorità, a Palazzo Serbelloni
Territorio - Il Canale Villoresi (Foto internet)

A Palazzo Serbelloni, Corso di Porta Venezia, una giornata di studio su Eugenio Villoresi e il suo Canale, dal titolo 'Il Canale Villoresi, un capolavoro dell'ingegneria idraulica ottocentesca'. Presenti: ALESSANDRO FOLLI, Presidente Consorzio Est Ticino Villoresi, CARLO VALTOLINA, Presidente del Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, DARIO CASATI, Prorettore vicario dell’Università degli Studi di Milano, PAOLO LASSINI, Direttore Generale della direzione Agricoltura della Regione Lombardia, e si parlerà di La sofferta genesi del progetto, GIORGIO BIGATTI, Università Bocconi, Milano, L’ingegner Villoresi e la cultura politecnica negli anni dell’unificazione nazionale, MARIA CANELLA Università degli Studi, Milano, La Società Condotte d’Acqua e il Villoresi, PAOLO BUONORA , Archivio di Stato, Roma, Interessi privati e rappresentanza degli utenti nella storia del canale, MATTEO DI TULLIO Università Bocconi, Milano, Il Panperduto e le architetture di una “Ticino Valley Authority”, MAURIZIO MERIGGI Politecnico di Milano. Campus Bovisa. Coordina i lavori GIORGIO NEGRI, URBIM.
MA CHI ERA EUGENIO VILLORESI? Pochi oggi sanno chi era Eugenio Villoresi (1810-1879), quell'ingegnere dall'aria pensosa e assorta al quale il Comune di Milano volle dedicare una statua nel lontano 1907 (la statua è oggi collocata in piazza Leonardo da Vinci, di fronte alla Facoltà di ingegneria del Politecnico). Molti comuni del Nord Milano e la stessa città capoluogo gli hanno dedicato una strada a ricordo del grande intervento idraulico che ha permesso di rendere irrigui oltre 100.000 ettari di terre prima a basso rendimento agricolo. Eugenio Villoresi in vita é stato un protagonista importante di quella schiera di tecnici che tanto hanno contribuito alle fortune economiche delle campagne lombarde, legando il suo nome al grande intervento di derivazione sul Ticino costituito dalle Dighe del Panperduto a Somma Lombardo. Da queste dighe inizia il canale prende i suo nome e dopo un percorso di 86 chilometri arriva all’Adda ridotto a un piccolo alveo in quanto lungo la strada ha irrigato tutto il Nord Milano. Questa grande opera, pensata per estendere alle sterili campagne dell'alto Milanese il beneficio dell'irrigazione è stato realizzato dopo una sofferta gestazione, segnata dai pareri discordi degli esperti sulla fattibilità del progetto e dalle difficoltà di trovare le risorse necessarie per la realizzazione della grande opera, venne finalmente inaugurato il 28 aprile 1884 in una festosa cornice di folla, e concluso sei anni più tardi con la realizzazione di tutta la rete derivata costituita da circa 3000 chilometri di canali minori. Secondogenito di sette figli, Eugenio Villoresi nacque nel 1810 da Luigi Villoresi e Teresa Baffa. Il padre era direttore dei giardini reali di Monza e trasferì al figlio l’interesse per la natura e la vita nei campi oltre alla conoscenza dei problemi di aridità dei terreni dell’alta pianura. Conseguita la maturità classica, si iscrisse al Collegio Ghislieri di Pavia dove si laureò in matematica nel 1832. Nel 1835 aprì uno studio professionale e tra l’altro partecipò alla progettazione della sistemazione dei terreni intorno al Castello Sforzesco, ovvero l’odierno Parco Sempione. Quattro anni dopo fu assunto come Agente presso i Luoghi Pii Elemosinieri di Milano, con questo lavoro iniziò ad occuparsi di irrigazione. Il suo primo intervento riguardò i problemi d’adacquamento di un’azienda agricola ad Abbiategrasso. Il Villoresi fu anche tra i fondatori della Società Agraria di Lombardia, nel 1863. Essa promuoveva gli incrementi dell’agricoltura, con l’intervento della scienza e delle meccanizzazioni. Egli aveva intanto raccolto nella sua biblioteca tutta la letteratura che riguardava la storia della canalizzazione lombarda dal 1170 in poi. La passione per questo problema fece maturare in lui la convinzione che si potesse migliorare il sistema irriguo del milanese legato ai Navigli, derivando l’acqua necessaria dal lago Maggiore e da qui nacque il grande progetto del Canale Villoresi, l’ultimo dei Navigli. Eugenio Villoresi, per attuare il suo straordinario progetto, diede fondo a tutte le sue risorse personali, lasciando in eredità ai figli ben poca cosa. Non riuscì nemmeno a vedere realizzata la sua opera. La sola consolazione fu la conferma dell’approvazione definitiva del progetto del canale che il figlio Luigi gli portò da Roma poco prima della morte, avvenuta il 12 novembre del 1879.
IL CANALE VILLORESI... Nella seconda metà del XIX secolo furono discussi diversi progetti per portare acqua alle terre del Nord Milano e risolvere così il problema di irrigare questa vasta distesa di terreni per renderli più fertili. La presenza dei laghi prealpini offriva infatti un naturale serbatoio di risorse idriche purché opportunamente regolati. I progetti sviluppati in tale periodo furono diversi ma prevalse alla fine quello degli ingegneri Villoresi e Meraviglia, i quali proponevano la contemporanea derivazione dai due laghi di Lugano e Maggiore. Il primo decreto di concessione fu emanato alla fine dal Ministero delle Finanze il 30 gennaio 1868 a favore di Villoresi e Meraviglia. La concessione riguardava "i canali dell’Alta Lombardia" ovvero due canali irrigui ma anche navigabili (continuando la tradizione dei Navigli) dal Lago Maggiore e dal Lago di Lugano sino a Parabiago e poi da qui sempre a Nord di Milano sino a Cassano d’Adda e sino a Milano. Il progetto del Villoresi incontrò anche incomprensioni e ostilità da parte di alcuni dei proprietari terrieri che dovevano investire in una sistemazione rurale vista come piena di incognite. Il cognato, Meraviglia, rinunciò ritenendo i problemi superiori ai benefici. Gli oppositori riuscirono a suscitare dubbi ed esitazioni anche nelle autorità che dovevano decidere. Alla fine la meta perseguita dal Villoresi fu però raggiunta, subito dopo la sua morte, con la concessione definitiva avvenuta nel 1879. Gli eredi del Villoresi cedettero la concessione alla "Società Italiana per le Condotte d’acqua", una società costituitasi a Roma nell’aprile del 1880. Tale società revisionò il progetto ed iniziò subito i lavori. Le Dighe del Panperduto, a Somma Lombardo, furono inaugurate il 28 aprile 1884. Per portare a compimento l’opera ci vollero ancora una decina d’anni. Il progetto del canale dal Lago di Lugano a Parabiago fu invece abbandonato. Il Consorzio degli utenti del Canale dal 1881 provvidero al completamento della rete secondaria ed alla realizzazione della rete terziaria di irrigazione. La regolazione del lago Maggiore, sempre pensata dall’ing. Eugenio Villoresi, fu compiuta nella sua parte essenziale (la diga di sbarramento alla Miorina) solo durante la seconda guerra mondiale. Nel 1918, dopo trent’anni di irrigazione dal Canale Villoresi, la produzione di frumento era cresciuta del 40% e quella di foraggio era quasi raddoppiata. Le previsioni del Villoresi si erano dimostrate giuste.

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Eugenio , Enrico , Achille Villoresi

Sono Franca Villoresi discendente di Enrico Villoresi , Achille Villoresi ed Enrico Villoresi.
Mio bisnonno Enrico veterinario e professore di lingue orientali alla università di Milano divenne capo dei vigili urbani , squadrone ippico , dell' epoca dopo aver soggiornato in Egitto alla ricerca di cavalli arabi per i Savoia.
Mio nonno Achille e progettista dei giardini di palazzo reale di Monza come Eugenio precedentemente ,si trasferii ad Udine dove bonificò i territori dalla malaria con canalizzazioni .
Mi chiedo devono pur esserci dei rapporti di parentela date le notevoli affinità sapreste riferirmi qualcosa ?
Gigi Villoresi omonimo di mio zio e cugino di mio padre fu un accanito corridore d' auto , di riflesso mi fu vietato accedere alla patente , che dovetti prendere di nascosto ai miei dato che come medico pediatra tale prerogativa era necessaria alla mia attività.

eugenio villoresi

Cari Franca Villoresi e Carlo Villoresi
credo di avere tutte le risposte alle vostre domande.
A settembre 2013 uscirà un Libro da me curato dal titolo: "Un Giorno nel tempo. Villa Rescalli Villoresi e Fondazione Dario Mellone", Congedo Editorie. Il Libro racconta anche la storia della nostra famiglia da quando Antonio Villoresi, figlio di Gian Domenico Villoresi (architetto dei giardini del granduca Leopoldo d'Asburgo Lorena) si trasferì dalla Toscana in Lombardia per realizzare i giardini della magnifica Villa di Desio progettata dall'Arch. Piermarini.
Un caro saluto
Valerio Villoresi

villoresi [at] studiopvc [dot] com

Per me molto interessante

Ho 61 anni, sono in pensione e sono stato direttore di un Consorzio di Bonifica in provincia di Bolzano. Da mia nonna Teresa d' Este vedova Villoresi ho sentito dire, ormai tanti anni fa, che Eugenio Villoresi era ns. parente! Per me é statato estremamente interessante leggere quanto sopra. Un caro saluto Carlo Villoresi (Bolzano).

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