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sabato 19 ottobre 2019 | ore 03:41

Tra 100 anni... italiani estinti

Stando sugli 'standard' attuali la popolazione italiana, tra 100 anni, sarà di soli 16 milioni di abitanti, concentrati tutti nelle grandi città.
Rubrica Post Scriptum - Anziani che giocano a carte (da internet)

E' oggi che costruiamo il domani. Ma questo, sempre più spesso, passa in secondo mano. Il problema, drammatico, è che quando il futuro sarà arrivato, non si potrà più intervenire. Ecco allora uno spunto che ogni politico serio dovrebbe iniziare ad affrontare: il crollo demografico del 'Paese' Italia. I numeri, seri, quasi drammatici, sono stati diffusi dal 'Festival di Statistica' di Treviso.
L’Italia fra 100 anni - a condizioni invariate rispetto ad ora - potrebbe veder crollare la propria popolazione, arrivando a poco più di 16 milioni di abitanti rispetto ai 59 mln 423mila attuali. Il dato non prende in considerazione l’andamento della presenza di stranieri in Italia (attualmente circa 6 milioni su poco meno di 60 di popolazione complessiva) in quanto essa dipende fortemente dalle politiche governative di maggiore o minore controllo degli ingressi.
In un programma informatico sono stati inseriti il tasso di fertilità attuale (1,34) e l’attesa di vita dei bimbi nati oggi (83,8 anni), per capire - con tutte le altre condizioni alla pari - quante persone abiteranno la Penisola nel 2118: poco più di 16 milioni è stato il responso. "Perché ciò si verifichi tra cento anni, anche se già tra 20 anni saremo comunque 8 milioni in meno - ha detto il prof. Matteo Rizzolli della Lumsa di Roma - è sufficiente comportarsi come adesso, cioè non fare nulla per favorire la natalità e dare sostegno alla famiglia". Un “salto” statistico nel futuro che, per gli esperti, disegna un’Italia con la popolazione concentrata in alcune grandi città, molte delle restanti altre aree in stato di quasi abbandono.
I problemi da affrontare, per ribaltare questa tendenza, sono molti, numerosi, ma possibili. Si parte ovviamente da sostegno alle famiglie che decidono di avere figli: più incentivi e contribuiti nei periodi di maternità; contratti più sicuri per i giovani e accesso al credito. Ma anche agevolazioni a rimanere nelle comunità di origine con agevolazioni sulle ristrutturazioni, sugli interventi di recupero e sulla riqualificazione delle abitazioni sfitte e abbandonate. Un sistema integrato che accompagni la famiglia: dal lavoro ai servizi (asili, micronidi, ecc).
Ma fino ad arrivare ad una rotazione sostenibile per il lavoro: andare in pensione a un'età ragionevole e, per chi inizia, contratti con garanzie per il futuro.
E molto altro si potrebbe aggiungere... intanto però, per non trovarci tra 100 molto meno che dimezzati.

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