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domenica 19 agosto 2018 | ore 13:17

L'apnea oltre la disabilità

L'Asd Ability Apnea: in acqua con persone affette dalla sindrome di down o autistiche. Una realtà sempre più punto di riferimento per il territorio e per tante famiglie.
Magnago - Un momento dell'attività con l'Asd Ability Apnea

Dice quel vecchio detto “che la classe non è acqua”. Ma a Magnago, invece, lo è eccome. Altroché se lo è. O meglio è in… acqua! Diversamente abili, diversamente eccezionali, diversamente speciali (anzi no, Special, per dirla proprio con la loro categoria). Più semplicemente chiamateli campioni. “L’apnea non si misura in minuti, ma in emozioni…”, non è solo e soltanto una frase, bensì il primo e più importante messaggio che li accompagna ogni giorno. Perché certo i risultati si ottengono con la preparazione e l’allenamento, ma se insieme hai forza di volontà, passione e appunto emozioni, allora puoi arrivare a traguardi che magari all’inizio ti sembravano impossibili. Lo sanno bene gli atleti dell’Asd Ability Apnea di Bienate di Magnago, tra i primi a praticare questa disciplina con persone con disabilità intellettiva. “Siamo partiti nel 2015 – spiega il promotore e fondatore Gabriele Fava (con lui anche Susanna Piantadosi) – e oggi abbiamo un gruppo di circa 7 – 8 volontari che si alternano durante l’attività e 8 – 9 partecipanti. Hanno età differenti, dai 14 – 15 anni fino ai 40, e diverse situazioni: c’è chi, ad esempio, è affetto dalla sindrome di down oppure chi è autistico e insieme si lavora per provare a far prendere a ciascuno di loro maggiore sicurezza, a farli crescere e ad avvicinarli l’uno con l’altro”. L’appuntamento, alla fine, è al venerdì (dalle 19 alle 20) alla piscina della Bustese Nuoto. “I programmi che seguiamo sono strutturati a seconda delle esigenze dei singoli – continua Fava – Abbiamo un gruppetto che si concentra appunto sull’apnea vera e propria (le nozione e i movimenti base, dal sistemarsi le pinne, passando per la respirazione attraverso il tubo e la gestione del corpo); per alcuni, invece, le attenzioni sono solamente sull’entrare in acqua, che per noi possono apparire azioni semplici, ma che per loro sono un grande traguardo. L’importante è mettere un tassello alla volta, senza bruciare le tappe. L’attività deve essere organizzata come un gioco, come un momento per stare assieme e i risultati in questi ormai tre anni che siamo nati sono stati parecchi”. La preparazione e l’allenamento, insomma, da una parte, in parallelo, poi, ecco che qualche atleta sta prendendo parte anche ad alcune gare. “La soddisfazione nel vederli tra i partecipanti alle competizioni è immensa – conclude – Risultati che sono il coronamento di un sogno e ripagano il gruppo dell’impegno, della dedizione e dell’entusiasmo che quotidianamente ciascuno di loro porta avanti. Leggere negli occhi e sui volti la felicità per essere riusciti a fare quella prova o unicamente per essere presente a quella manifestazione è per noi il traguardo più bello”.

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