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martedì 11 maggio 2021 | ore 22:27

In viaggio sulla via Francigena

Pietro Scidurlo, costretto fin da piccolo su una sedia a rotelle, ce l'ha fatta! Ha percorso in hand bike la via Francigena da casa sua (a Somma Lombardo) fino a Roma.
Storie - Pietro col gruppo di amici e il papà durante il viaggio sulla via Francigena

“Il pellegrinaggio più bello è quello che parte dalla propria casa. Ti chiudi la porta alle spalle e poi via si va e tutto attorno solo e soltanto un insieme di immagini, persone, storie ed emozioni che si susseguono”. Non ha mai avuto alcun dubbio prima, non ne ha tantomeno ora che anche quest’altro viaggio è ormai concluso. Pietro ce l’ha fatta! Di nuovo e ancora. Quando la disabilità è più forte di tutto e di tutti e diventa un’occasione e un’opportunità. “Eh già, dopotutto come mi piace ripetere spesso non esistono barriere al mondo che non si possano superare; basta avere la forza di volontà, la tenacia e la grinta e alla fine ogni cosa può trasformarsi in realtà”. Lo sa bene il 37enne di Somma Lombardo, costretto fin da piccolo a vivere su una sedia a rotelle, che però non gli ha impedito di compiere nella sua vita esperienze che dire uniche ed eccezionali forse è poco. Anzi no, togliete pure il forse, perché dopo avere percorso in questi anni e in più occasioni il Cammino di Santiago in hand bike e la traversata in canoa dal suo paese natale fino a Venezia, eccolo adesso lungo la via Francigena fino a Roma. “Ma non chiamatela impresa – afferma lo stesso Pietro Scidurlo – E’ stata un’avventura, o meglio un sogno e un desiderio che avevo di cimentarmi in prima persona con il percorso (per verificare le condizioni di percorribilità per persone con diverse abilità e sensibilizzare le strutture ricettive a rendersi disponibili ad accettare e accogliere ogni sorta di pellegrino) e poi, una volta tornato, mettermi al lavoro con quanto raccolto per provare presto ad avere davvero una via Francigena per tutti. Con Santiago ci sono riuscito, vediamo se ce la farò anche in questo caso”. Pronti via allora e il giorno di Pasquetta il viaggio è cominciato ufficialmente. “Sono partito proprio da Somma Lombardo – continua – Con me c’erano tre amici (Giancarlo Cotta Ramusino, Roberto D’Amato e Pino Baldissera), più mio papà Bartolomeo. Ogni istante è un ricordo che porterò sempre nel mio cuore (l’accoglienza nel pavese e nel piacentino, quando ci siamo trovati di fronte il mare della Liguria o il cambiamento di paesaggio appena entrati nel Lazio, ecc…); certo non è stato semplice in alcuni tratti, perché purtroppo per chi come me è costretto in sedia a rotelle, per chi ha difficoltà di movimento e per coloro hanno esigenze speciali in molti punti del tragitto e per quanto concerne le strutture c’è tanto da fare per arrivare a risultati significativi. Per capirci: siamo ancora all’anno zero, c’è bisogno quindi di lavorare con attenzione e impegno, tutti quanti. Ma è un obiettivo che voglio raggiungere”.

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