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Non facciamo finta di niente

Violenza sulle donne:servono interventi e azioni decise e concrete
Magnago - La casa d' accoglienza

I dati della ricerca Irer, voluta dal Consiglio Regionale della Lombardia, lasciano senza parole. Nella nostra Regione, infatti, il 34,8% delle donne, tra i 16 ed i 70 anni, è stata vittima di almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della sua vita (il dato nazionale è di 31,9%). Il 14,8% (dato nazionale 14,3%), invece, ha subito violenze all’interno della relazione di coppia ed il 18,8% è stata protagonista di atti persecutori (il cosiddetto stalking). E, tra questi, solo il 26,8% considera reato i maltrattamenti in famiglia. Numeri e percentuali che devono essere assolutamente un punto di partenza per aprire ad una più ampia ed attenta riflessione e ad un confronto diretto tra le differenti realtà del nostro territorio e di tutta Italia affinché si faccia presto qualcosa. Servono interventi decisi e concreti, come è stato anche sottolineato lo scorso venerdì 6 marzo, in occasione dell’incontro, ‘Le violenze sulle donne. Come uscire dal silenzio: interventi, attori e programmi di prevenzione e di contrasto’, organizzato dal Consiglio Regionale della Lombardia proprio per presentare i dati emersi dalla ricerca Irer. “La decisione di celebrare la Giornata Internazionale delle donne (8 marzo) - ha spiegato il Presidente del Consiglio Regionale, Giulio De Capitani - con un segnale di attenzione istituzionale proprio al tema della violenza, non è un artificio retorico, ma nasce dalla convinzione che questo fenomeno sia un’emergenza sociale vera che merita risposte, anche di tipo legislativo, a tutti i livelli di governo. I gravissimi episodi di violenza sessuale che, negli ultimi tempi, si susseguono ad un ritmo incalzante e con una ferocia sempre maggiore ci impongono decisioni ferme, rapide ed efficaci. In questa direzione di sta muovendo il Governo con la proposta di una serie di misure. La violenza sulle donne, come emerge dal rapporto ISTAT 2007, è una problematica che ci riguarda tutti. Questo problema richiede un cambiamento culturale profondo. La cultura del rispetto e della parità tra gli uomini e le donne deve essere uno degli obiettivi fondamentali di ogni livello istituzionale”. Entrando nello specifico è emerso come il maltrattamento più frequente sia di carattere psicologico, il 38%, quindi c’è quello fisico (31,2%) ed, infine, economico (14,8%). Nel 6,7% dei casi il maltrattamento, inoltre, riguarda anche i figli, mentre nel 7,9% la donna subisce violenza sessuale. A questi si aggiunge come per il 75,1% dei casi l’autore del maltrattamento è il marito e, nel 4,1%, il convivente. Proprio per fare fronte a questo terribile e difficile fenomeno, diverse sono le Associazioni, le Case di Accoglienza e le realtà che sono nate per aiutare donne sole ed abbandonate ad un destino orribile. In tutto, nel 2006, in Lombardia, si sono rivolte a questi gruppi e servizi 1737 donne. In questa pagina abbiamo seguito un incontro con due rappresentanti della Casa di Accoglienza per donne maltrattate, di Milano, dal quale sono emerse la situazione nel nostro territorio e quali attività e servizi vengono messi a disposizione di queste persone. Come questa importante realtà tante sono le Associazioni ed i gruppi che, nel corso degli anni, sono sorti a sostegno e quali punti di riferimento. Perché è importante che se ne parli, che si affrontino simili e difficili situazioni. Solo in queste modo si può pensare di riuscire a fare qualcosa e di ottenere dei risultati positivi. Solo con il confronto si possono aiutare tutte quelle donne che sono, purtroppo, costrette, quotidianamente, a confrontarsi con queste terribili realtà. Non è facile. Lo sappiamo bene tutti e lo sanno, soprattutto, coloro che, giornalmente, lavorano per aiutare queste persone. Per questo motivo vengono organizzati incontri, conferenze, dibattiti proprio sul tema delle violenze alle donne. ‘Basta con l’indifferenza!’. Non chiudiamo gli occhi di fronte a quanto sta e, purtroppo, continuerà ad accadere. Solo con il lavoro insieme e con la collaborazione si possono raggiungere determinati traguardi. Ognuno di noi, nel suo piccolo, può fare qualcosa...
Casa di Accoglienza di Milano:
realtà e punto di riferimento
Proprio in merito a questo triste e delicato tema, nei giorni scorsi il ‘Circolo Culturale 18 luglio’ di Magnago ha organizzato, presso la Sala Conferenze del Parco Lambruschini, un incontro ed un momento di approfondimento e confronto con esperti e persone che sono un vero e proprio punto di riferimento e di aiuto. Relatrici della serata sono state Maria Grazia Gualtieri e Ada Celico, rappresentanti della Casa di Accoglienza delle donne maltrattate di Milano. “La Casa di Accoglienza - spiega Gualtieri - è nata nel 1986, ed oggi conta più di 650 socie. In media ogni anno si rivolgono all’Associazione circa 800 donne, vittime, nella maggior parte dei casi, di violenze subite in famiglia. Dal 1991, inoltre, la nostra realtà offre anche ospitalità a chi deve allontanarsi dai propri nuclei familiari per gravi problemi di maltrattamenti, garantendo loro riservatezza e segretezza. Disponiamo, infatti, di quattro appartamenti per complessivi 13 posti letto con cucina e servizi, totalmente arredati ed accessoriati. Obiettivo dell’associazione è la gestione dei servizi di accoglienza, ospitalità, consulenza e orientamento per donne in temporaneo stato di difficoltà. Vi operano volontarie e collaborano professioniste quali psicologhe, avvocati, educatrici ed assistenti sociali”.

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