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Il voto amministrativo lascia sempre numeri, vincitori e sconfitti. Ma, accanto ai risultati ufficiali, ci sono anche riflessioni politiche che provano ad andare oltre la semplice conta delle schede. È il caso dell’intervento pubblico di Yuri Garagiola, storico esponente della Lega di Inveruno e figura conosciuta nel territorio, arrivato dopo il crollo del centrodestra in realtà importanti come Parabiago, Magnago e Cuggiono.
Una riflessione personale, la sua, ma dal significato più ampio. Garagiola parte da una distinzione netta: da una parte chi sceglie di andarsene e di ‘metterci la faccia’, compiendo una scelta che può essere condivisa o criticata, ma che resta comunque chiara; dall’altra chi rimane dentro un percorso politico, ma per anni lavora contro, alimenta divisioni, personalismi e tensioni interne, contribuendo così alle sconfitte senza poi assumersene fino in fondo la responsabilità.
Il riferimento è al clima che spesso accompagna la politica locale, dove le appartenenze di partito si intrecciano con rapporti personali, equilibri di gruppo e fratture che, alla lunga, finiscono per pesare anche sul consenso. ‘Qualcuno ha urlato allo scandalo per chi ha lasciato’, osserva Garagiola, ponendo però una domanda provocatoria: ha più responsabilità chi decide di prendere un’altra strada o chi resta solo per frenare, logorare e impedire agli altri di costruire?
Parole dure, che arrivano in un momento delicato per il centrodestra del territorio. I risultati elettorali hanno infatti aperto una fase di inevitabile analisi interna, soprattutto nei Comuni dove la coalizione non è riuscita a confermare o conquistare la fiducia degli elettori. Il tema, secondo Garagiola, non è soltanto quello delle alleanze o dei candidati, ma anche della capacità di fare squadra davvero, evitando che le divisioni interne diventino più forti del progetto politico.
La politica, ricorda, un tempo veniva definita ‘l’arte del possibile’. Oggi, però, secondo la sua lettura, rischia troppo spesso di trasformarsi nell’arte di impedire agli altri di costruire qualcosa. Una dinamica che non danneggia soltanto un partito o una coalizione, ma finisce per avere conseguenze sull’intero territorio.
Perché, alla fine, il conto delle divisioni non lo paga solo chi perde un’elezione. Lo pagano le comunità, che si ritrovano con progetti indeboliti, percorsi interrotti e un dibattito pubblico più concentrato sugli equilibri interni che sui bisogni concreti dei cittadini. Una riflessione amara, quella di Garagiola, ma anche un invito implicito a ripartire da responsabilità, chiarezza e capacità di costruire.
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