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Sono sempre di più gli italiani con diabete che riescono a tenere sotto controllo glicemia e colesterolo, grazie anche a un crescente accesso ai farmaci innovativi e alle nuove tecnologie. È questa la fotografia che emerge dagli ultimi Annali AMD, il report annuale dell’Associazione Medici Diabetologi presentato a Roma durante un convegno al Senato promosso dalla Senatrice Daniela Sbrollini.
Il quadro generale evidenzia un miglioramento costante nell’assistenza diabetologica italiana, ma non mancano alcune criticità. Restano infatti ancora insufficienti gli screening per danno renale, retinopatia e piede diabetico, mentre continuano a preoccupare alcune cattive abitudini come il fumo, diffuso soprattutto tra i pazienti con diabete di tipo 1.
Gli Annali AMD coinvolgono oggi oltre 340 centri diabetologici distribuiti in tutta Italia e raccolgono dati relativi a più di 775 mila pazienti. “Disponiamo di un campione sempre più rappresentativo della popolazione italiana con diabete”, ha spiegato Andrea Da Porto, Direttore del Gruppo Annali AMD.
Per quanto riguarda il diabete di tipo 1, emerge una diffusione crescente delle tecnologie per il monitoraggio della glicemia. I microinfusori vengono utilizzati dal 21,3% dei pazienti, mentre i nuovi dati relativi ai sensori CGM mostrano come molti riescano a evitare pericolose ipoglicemie. Resta però ancora limitata la quota di persone che mantiene la glicemia nel cosiddetto “time in range” per almeno il 70% del tempo.
Buoni segnali arrivano anche dal controllo cardiovascolare: oltre il 50% dei pazienti presenta livelli adeguati di colesterolo e cresce l’utilizzo delle terapie ipolipemizzanti. Permane tuttavia alta la presenza di retinopatia, che interessa quasi il 30% dei pazienti.
Nel diabete di tipo 2 l’età media dei pazienti continua a salire, arrivando ormai vicino ai 70 anni. Positivi i risultati sul controllo glicemico e soprattutto sul colesterolo, segnale dell’attenzione crescente verso la prevenzione cardiovascolare. Oltre l’85% dei pazienti utilizza oggi farmaci innovativi come SGLT2 inibitori, agonisti recettoriali del GLP-1 o doppi agonisti GIP/GLP-1.
Parallelamente, però, gli specialisti richiamano l’attenzione sulle complicanze microvascolari. Cala infatti il monitoraggio di retinopatia, danno renale e piede diabetico, mentre la malattia renale cronica resta la complicanza più diffusa, interessando oltre la metà del campione analizzato. Secondo AMD, inoltre, molti pazienti che avrebbero bisogno di ACE-inibitori o sartani non ricevono ancora queste terapie fondamentali per proteggere i reni.
Importanti anche i dati sul diabete gestazionale. Cresce il numero di donne seguite dagli Annali AMD e aumenta la percentuale di future mamme con obesità pregravidica, oggi oltre il 30%. Sale inoltre al 50% il ricorso alla terapia insulinica durante la gravidanza.
“Gli Annali rappresentano oggi uno strumento strategico per comprendere i bisogni dei pazienti e migliorare i percorsi assistenziali”, ha sottolineato Salvatore De Cosmo, Presidente AMD. Grande attenzione viene rivolta anche alle prospettive future, con l’integrazione dei dati clinici, lo sviluppo di cure sempre più personalizzate e l’impiego dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie digitali.
Il database AMD viene considerato uno dei più grandi registri clinici europei dedicati al diabete. Non a caso, l’edizione 2026 degli Annali è stata preceduta da un confronto internazionale con i registri di Regno Unito, Spagna e Svezia, con l’obiettivo di favorire collaborazioni scientifiche e migliorare ulteriormente la gestione della malattia a livello europeo.
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