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mercoledì 29 aprile 2026 | ore 13:18

Prima messa di don Simone

Tanti fedeli hanno preso parte alla celebrazione presieduta dal novello sacerdote don Simone Garavaglia. Emozione durante l’omelia dedicata al “Buon Pastore”.
Cuggiono - Prima messa di don Simone Garavaglia

Una comunità raccolta, partecipe e profondamente emozionata ha vissuto domenica 26 aprile la solenne celebrazione della festa patronale di San Giorgio nella Basilica di Cuggiono. Un momento particolarmente sentito che ha richiamato numerosi fedeli, riuniti per condividere non solo la ricorrenza patronale, ma anche la prima Messa nella comunità d’origine di don Simone Garavaglia, ordinato sacerdote lo scorso 15 marzo nella diocesi di Aosta.

La celebrazione si è svolta in un clima di grande partecipazione e raccoglimento, con la Basilica gremita di famiglie, amici, parrocchiani e persone giunte anche dai paesi vicini per stringersi attorno al novello sacerdote. Un ritorno speciale per don Simone, cresciuto a Cuggiono e da sempre legato alla comunità locale.

Particolarmente toccante il momento dell’omelia, durante la quale don Simone, visibilmente emozionato, ha richiamato l’immagine evangelica del “Buon Pastore”, sottolineando il significato profondo della vocazione sacerdotale come servizio, vicinanza e accompagnamento delle persone nel cammino della vita. Parole semplici ma intense, accolte con attenzione e partecipazione dai presenti.

La celebrazione ha così unito il significato della festa patronale alla gioia di una vocazione che si realizza e si mette al servizio della Chiesa. Un momento che molti fedeli hanno vissuto con sincera commozione, percependo il valore di una testimonianza nata all’interno della comunità stessa.

Al termine della Messa non sono mancati i saluti, gli abbracci e un momento conviviale condiviso presso la Mater Orphanorum, segno di una comunità che continua a riconoscersi attorno ai valori della fede, dell’amicizia e della partecipazione.

Una giornata intensa, dunque, che ha saputo intrecciare spiritualità e festa, lasciando nei presenti il ricordo di una celebrazione autentica e profondamente partecipata.

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