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Il dato è ormai ufficiale. Referendum Costituzionale sulla Giustizia: ha vinto il "No". E subito ecco che sono arrivate, inevitabilmente, le reazioni da parte dei vari leader ed esponenti politici.
La premier GIORGIA MELONI: "La sovranità appartiene al popolo e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L'abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini e i cittadini hanno deciso. E noi come sempre rispettiamo la loro decisione. Resta chiaramente il rammarico per un'occasione persa di modernizzare l'Italia, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l'Italia e verso il suo popolo".
ELLY SCHLEIN (PD): "Abbiamo vinto, una maggioranza del Paese ha fermato una riforma sbagliata. Una vittoria ancora più bella, perché partivamo da una sconfitta annunciata, invece abbiamo ribaltato quell'esito. Hanno fatto la differenza i giovani, nonostante non potessero votare i fuorisede", ha detto in una conferenza stampa al Nazareno. "Ci sono più elettori di destra che hanno votato No che il contrario. Arriva un messaggio politico chiaro a Meloni e al governo, che ora devono riflettere, devono ascoltare il Paese e le vere priorità. È anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa".
GIUSEPPE CONTE (MOVIMENTO 5 STELLE): "Ce l'abbiamo fatta! Viva la Costituzione! Il risultato mi sembra chiaro, una grandissima partecipazione e una chiara, sonora, vittoria del No. Questo ci rallegra molto. Si apre una nuova stagione, una primavera politica. I cittadini sono protagonisti, vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un'altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e meno a tutelare i politici dalle inchieste. Il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera. È un avviso di sfratto al Governo, dopo 4 anni. Un segnale forte, politico".
MATTEO RENZI (ITALIA VIVA): “Quando il popolo parla, il Palazzo deve ascoltare. Noi dieci anni fa lo abbiamo fatto, Giorgia Meloni avrà lo stesso coraggio? Io mi sono dimesso da Premier, da Segretario, da tutto. Vedremo che farà Meloni dopo una sconfitta clamorosa. Meloni farà quello che crede, ma per prendere atto del risultato ci vuole coraggio. Invece in politica ci sono molti don Abbondio. Oggi, non ascoltare la voce del popolo è da don Abbondio. C'è solo una cosa che si può fare con onore, mantenere la dignità. La partita di oggi segna la fine del tocco magico. Meloni non può far finta di nulla”.
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