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Alla scuola secondaria di primo grado di Inveruno la Giornata della Memoria non è stata solo una ricorrenza da ricordare, ma un’occasione per interrogarsi sul mondo di oggi. Nei giorni scorsi, infatti, gli studenti di prima, seconda e terza media hanno partecipato a una serie di incontri guidati dal direttore di Logos, Vittorio Gualdoni, chiamato dalla scuola a costruire un percorso di riflessione che partisse dalla Shoah per arrivare alle grandi domande del presente.
Il filo conduttore degli incontri è stato una domanda semplice e spiazzante: “Se oggi una parte del mondo venisse perseguitata, ce ne accorgeremmo?” – lo stesso interrogativo che campeggiava all’inizio del percorso proposto agli studenti . Da lì si è aperto un confronto vivo su come, anche durante la Seconda guerra mondiale, molte persone non sapessero – o non volessero sapere – ciò che stava realmente accadendo nei campi di concentramento, mentre la propaganda raccontava un’altra realtà .
Con immagini storiche e testimonianze, Gualdoni ha aiutato i ragazzi a comprendere come l’informazione possa essere manipolata e come l’indifferenza sia uno dei terreni su cui crescono le tragedie. Un passaggio che ha trovato un forte collegamento con l’attualità, quando l’attenzione si è spostata sui conflitti di oggi.
Attraverso una mappa del mondo e dati aggiornati, agli studenti è stato mostrato che nel 2026 nel pianeta sono in corso più di 50 conflitti armati . Un numero che ha colpito molti ragazzi, abituati a sentire parlare soprattutto delle guerre più vicine ai notiziari occidentali. Qui si è inserita la riflessione di papa Francesco sulla “guerra mondiale a pezzi”, citata e commentata durante gli incontri: "Non siamo in pace. Siamo dentro una guerra mondiale combattuta a pezzi, in luoghi diversi, con modalità divers".
Ma la giornata non si è fermata alla denuncia. L’ultima parte del percorso ha voluto lasciare un messaggio di responsabilità e di speranza. “Portare speranza – informarsi e aiutare chi ha bisogno” era il titolo della slide conclusiva, accompagnata da immagini di volontari, operatori umanitari e artisti che lavorano nei luoghi di guerra per sostenere i bambini e le comunità colpite .
"Ricordare – ha spiegato Gualdoni ai ragazzi – non serve solo a guardare indietro, ma a capire che anche oggi qualcuno rischia di essere dimenticato. E che ciascuno di noi, nel suo piccolo, può scegliere da che parte stare". Un messaggio forte, che ha trasformato la Giornata della Memoria in un vero esercizio di cittadinanza, capace di parlare ai ragazzi di Inveruno non solo del passato, ma soprattutto del loro futuro.
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