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Sab, 03/12/2022 - 12:50

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sabato 03 dicembre 2022 | ore 13:27

Progetto 'Milano città spugna'

90 opere in 32 comuni per riqualificare 530mila metri quadri di territorio attraverso opere di drenaggio urbano. Una grande opportunità per le aziende del territorio grazie ai 50 milioni di investimenti del PNRR.
Ambiente - 'Milano città spugna'

Gruppo CAP, la green utility che gestisce il servizio idrico della Città metropolitana di Milano, insieme a Città metropolitana e ad Assimpredil Ance, presentano a tutte le aziende di settore l’accordo quadro lavori di Milano Città Spugna, l’articolato piano di interventi di riqualificazione per prevenire allagamenti, contrastare l’erosione del suolo e gli effetti del cambiamento climatico su tutto l’hinterland milanese

Si tratta infatti di realizzare ben 90 opere in 32 Comuni, riqualificando un’area complessiva pari a 530mila metri quadrati, per un investimento di 50 milioni di euro. Drenaggio urbano sostenibile, miglioramento della rete acquedotto, potenziamento della rete fognaria, contrasto gli eventi meteorici eccezionali e preservazione il territorio: queste le finalità del progetto.

“Il PNRR rappresenta un’occasione unica e forse irripetibile per innovare le infrastrutture del nostro Paese, in particolare per quel che riguarda il settore idrico, spiega Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP. Insieme a Città metropolitana abbiamo presentato un piano molto ambizioso per riqualificare il territorio che serviamo da oltre 90 anni, e adesso è arrivato il momento di iniziare concretamente tutti i lavori dei 90 progetti previsti. Per fare questo contiamo sul contributo tecnico e gestionale di tutte le aziende che insieme a noi inizieranno questo percorso di transizione ecologica in ambito urbano”.

"Per recuperare il gap di sviluppo infrastrutturale, il PNRR rappresenta un'occasione unica, dichiara Paolo Riva, Vice Presidente Lavori Pubblici di Assimpredil Ance, ma è al contempo un'opportunità per sostenere l'innovazione e dare accelerazione a processi di sviluppo sostenibile, in cui il settore delle costruzioni è impegnato in una collaborazione virtuosa con le pubbliche amministrazioni".

“Il progetto Spugna fa dell’eccellenza lo standard, grazie alla collaborazione con un partner di primo livello come Cap, afferma la vicesindaca metropolitana Michela Palestra. Si tratta di una occasione unica per rinforzare l’ecosistema della Città metropolitana di Milano, favorendo l’assorbimento dell’acqua piovana, riducendo i danni economici e ambientali delle piogge intense, le famose bombe d’acqua, stimolare la riqualificazione e la vivibilità degli spazi con il contenimento delle isole di calore e il sostegno alla biodiversità. Uno sguardo al territorio in termini di conservazione e riuso.  Con Spugna, la Città metropolitana mette a sistema tutti gli strumenti a sua disposizione con l'obiettivo di diminuire la vulnerabilità dei sistemi naturali e socioeconomici, e di rafforzare la capacità di resilienza del territorio, soprattutto per le zone caratterizzate da elevati livelli di impermeabilizzazione e alta densità urbanistica. Un tassello importante dei nostri Piani Integrati, che hanno permesso, grazie ad un’importante sinergia col territorio, di intercettare importanti risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza”.
 

Il consumo del suolo nelle aree urbane è infatti uno degli elementi che contribuiscono ad aggravare gli effetti dei fenomeni meteorici straordinari. In particolare, secondo un recente rapporto dell’Ispra (l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), Milano e il suo hinterland sono tra le aree italiane dove il consumo di suolo è più pronunciato, e uno degli effetti sul territorio è la permeabilizzazione.

Gli interventi del progetto Milano Città Spugna promuovono l'urbanizzazione sostenibile, stimolando la crescita economica e contribuendo a rendere le città più attraenti per chi le vive. I sistemi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS), inoltre, contribuiscono a migliorare il benessere dei cittadini, ripristinare gli ecosistemi degradati migliorandone la resilienza, a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici e migliorare la gestione del rischio idraulico-idrologico.

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