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sabato 01 ottobre 2022 | ore 06:03

Il Piemonte annulla il Carnevale

Ancora nessuna ufficialità da Galliate ed Oleggio, ma da Ivrea a Chivasso passando per Santhià le kermesse più famose del Piemonte danno forfait.
Oleggio - Carnevale 2020

Niente da fare... se nel 2020 almeno qualche domenica spensierata tra corriandoli, maschere e feste si era riuscita a fare prima del grande lockdown... ancora una volta non ci sarà da ridere per il Carnevale. Il 2021 aveva visto un annullamento totale, ma anche il 2022 non sembra porterà buone notizie.
Da Ivrea a Chivasso passando per Santhià, senza escludere le più piccole organizzate dai vari paesi, le kermesse più famose del Piemonte danno forfait, per il secondo anno consecutivo, a causa del Covid. Annullate, rimandate oppure ridotte al minimo, le manifestazioni che contraddistinguono la tradizione carnevalesca della regione danno già appuntamento al prossimo anno. Troppo rischioso sfilare in un momento nel quale sono sconsigliabili gli assembramenti, troppo complesso organizzare piani alternativi che riescano a soddisfare in pieno le richieste imposte dal governo.
Un problema serio quello dell’annullamento dei Carnevali che rischia di mettere in ginocchio anche il settore del turismo, già in crisi dalle disdette causate dall’aumento dei contagi, e il suo indotto. Dati alla mano solo il carnevale di Ivrea con la sua storica battaglia della arance conosciuta in tutto il mondo rischia di far perdere al territorio circa 2,5 milioni di euro. "Ma non abbiamo altra scelta — spiega con molta onestà Stefano Sertoli, primo cittadino della città eporediese —. I dati dei contagi aumentano. Ogni anno sono tredicimila gli attori che ruotano attorno alla manifestazione. Proporre tamponi a tutti era impensabile. Sappiamo che a farne le spese saranno per lo più le associazioni che vivono durante il carnevale e che rischiano di non sopravvivere. Ma non ci viene data altra scelta".
Carnevale rinviato anche a Chivasso che già pensa a come non darsi per vinta e punta al recupero delle sfilate in primavera. "Vogliamo tornare alla normalità — dice Davide Chiolerio, il presidente de L’Agricola, ente che organizza le sfilate —. Non gettiamo la spugna, porteremo avanti la nostra tradizione. L’emergenza sanitaria prorogata fino al 31 marzo non permette manifestazioni mettendo anche in forte dubbio l’organizzazione del Carnevalone la domenica successiva, 6 marzo".
Ancora troppa incertezze e tempi di preparazione che si accorciano. Chissà se il Pirin di Oleggio o il Manghin di Galliate troveranno il modo di essere comunque protagosti o se, anche questa tradizione, con sempre più grande difficoltà passerà la mano al 2023.

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