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domenica 31 maggio 2026 | ore 04:50

Articoli di Studio Legale Guffanti

In presenza di una condizione di incertezza sul confine, è consentito il ricorso a ogni altro strumento di prova, incluse le risultanze catastali, poiché solo in tal caso nell'indagine diretta all'individuazione della linea di separazione fra fondi limitrofi, il giudice di merito può integrare la risultanza dei titoli di acquisto con le indicazioni fornite dalle mappe catastali.
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Con ordinanza n. 30605, sezione Seconda, del 03-11-2023 la Corte di Cassazione ha stabilito che il Giudice incaricato di accertare l’esistenza o meno di una servitù di passaggio può utilizzare le mappe catastali solo se è incerta la linea di confine tra due fondi.
Di norma, infatti, nelle azioni di regolamento devono invece essere valorizzate, in primo luogo, le risultanze dei titoli di acquisto.  continua... »

Vi è un divieto espresso di conferire “incarichi”, “cariche” e “collaborazioni” pubbliche a titolo oneroso alle persone collocate in quiescenza, rimanendo la possibilità di un conferimento a titolo gratuito.
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La Corte dei conti, nell’espletamento delle funzioni consultive assegnate alle proprie sezioni regionali di controllo in materia di contabilità pubblica, e quindi di spesa del personale, ha affrontato ancora una volta la questione relativa alla domanda se i soggetti collocati in quiescenza possano percepire una retribuzione a carico della finanza pubblica.  continua... »

Il lavoratore malato che vuole evitare la scadenza del periodo di comporto può chiedere le ferie per sospendere il decorso di tale periodo.
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La Corte di Cassazione, con propria ordinanza n. 26697 del 21.09.2023, ha affermato che il datore di lavoro non può negare tout court le ferie richieste dal lavoratore malato che vorrebbe evitare il superamento del periodo di comporto e conservare il posto di lavoro, in quanto tale diniego sarebbe  di per se illegittimo, a meno che non sussistano ragioni datoriali concrete ed effettive che giustificano tale scelta.  continua... »

Il contributo al mantenimento deve essere determinato in relazione alle circostanze e ai redditi del coniuge obbligato al versamento. In caso di giustificati motivi sopravvenuti successivamente, su istanza di parte, il Giudice può disporre la modifica o la revoca.
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Nel caso in cui il coniuge obbligato al versamento venga licenziato o dia le dimissioni può ottenere una revisione dell’ammontare del contributo? L’art. 156 c.c. stabilisce, in maniera chiara, che il contributo al mantenimento deve essere determinato in relazione alle circostanze ed ai redditi del coniuge obbligato al versamento e che, in caso di giustificati motivi sopravvenuti successivamente, su istanza di parte, il Giudice può disporre la modifica o la revoca.  continua... »

Regolamentazione per il distacco del singolo condomino dal servizio di riscaldamento centralizzato ritenendo illegittimo il distacco ove il condomino non diventi termoautonomo.
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Di recente la Corte di Cassazione ha affrontato nuovamente il tema inerente la disciplina codicistica prevista per regolare l’ipotesi di distacco del singolo condomino dal servizio di riscaldamento centralizzato ritenendo illegittimo il distacco ove il condomino non diventi termoautonomo.  continua... »