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venerdì 22 ottobre 2021 | ore 05:19

Diego Della Palma si racconta

Incontrare Diego Dalla Palma, significa entrare in punta di piedi nel suo mondo, fatto di stile, bellezza e immagine. Ecco un'intervista a 360 gradi.
Storie - Diego Della Palma

Avrei preferito un via à vis, ma ci siamo dovuti accontentare dello schermo di uno smartphone. Incontrare Diego Dalla Palma, significa entrare in punta di piedi nel suo mondo, fatto di stile, bellezza e immagine. Personaggio inconsueto e autorevole, come lui stesso si definisce, Diego Dalla Palma è un’inconfondibile icona che l’ha fatto diventare il più stimato Look Maker italiano e uno degli esperti del settore più prestigiosi a livello internazionale.

Prima di essere scrittore, conduttore, look maker ed esperto di immagine, chi è Diego Dalla Palma, fuori dai riflettori?
Sono un uomo curioso per natura, un essere inquieto. Amo cercare sempre nuovi stimoli, nuove passioni. Anche attraverso l’arte (che è fondamentale per me) in tutte le sue espressioni o la geografia, intesa come viaggiare per arricchirsi. La conoscenza approfondita del mondo è per me indispensabile per capire il senso della vita. Sono un uomo che ama la pace, soprattutto quella interiore e che cerca di crearsi ogni giorno, dentro e fuori, situazioni armoniose.

Diego Dalla Palma, da anni scrive libri di successo: narrativa e temi legati all’immagine e alla bellezza.

Con quali passioni e virtù affronta la sua gioventù? In merito a ciò, cosa consiglia ai ragazzi d'oggi, rispetto al crearsi il proprio futuro?
Con la mia sete di conoscenza e di curiosità, con il forte desiderio di fare qualcosa che mi appartenga, che mi consenta di sentirmi essenziale, vero, che mi permetta di trovare il mio posto nel mondo.
Ai ragazzi di oggi, oltre ovviamente a fare esperienza e truccare quanto più possibile, dopo aver conseguito un diploma, mi sento di dire che ognuno deve seguire la sua strada: un percorso unico che possa renderci atipici anche nella professione. La tecnica non è la sola cosa importante. È necessario imporre la propria personalità nel mondo dell’immagine: solo questo fa la differenza e ti fa notare. A questo proposito direi che è fondamentale fare ricerca (utilizzando Internet, per esempio) scoprire tutto quello che dalla storia dell’immagine a oggi è stato fatto, sia per quanto concerne il beauty sia per quanto concerne il Fashion. Questo consentirà di avere un background storico e solido e offrirà la possibilità di prendere molteplici spunti differenti.

Che differenze nota tra il passato ed il presente? In che modo può aver inciso il suo successo, rispetto alle fatiche riscontrate e cosa pensa possa aver fatto la differenza.
Rispetto al passato, probabilmente, agire e reagire con i mezzi che c’erano a disposizione allora non era certamente come adesso. Ovviamente non esisteva Internet, erano in atto grandi trasformazioni ma sicuramente, a quei tempi, soprattutto per un adolescente, non era possibile toccare con mano situazioni e avvenimenti: né la loro conoscenza né la loro soluzione.
Finite le scuole avevo due possibilità: lavorare con le mandrie sulle montagne o insegnare educazione artistica da qualche parte, in pianura. Mi appassionava di più la seconda ipotesi ma sinceramente nemmeno quella era esattamente ciò che volevo. In realtà desideravo diventare scenografo, costumista, cantante, attore, avvocato penalista. Ero un ragazzo che viveva di sogni ma i sogni si sa, a volte sono confusi e sfocati. Ho deciso all’improvviso, dopo l’Istituto d’Arte, in quattro e quattr’otto: meta Milano.
Ho iniziato a lavorare in teatro come scenografo e costumista, a Milano e a Torino, in Rai, per dieci anni. Dal 1968 al 1978. È stato solo successivamente che mi sono interessato al make up. Un completamento, se vogliamo, del cammino iniziato. Gli anni in Rai hanno rappresentato una grande esperienza e mi hanno consentito di approfondire le conoscenze nell’ambito di make-up e acconciatura. In televisione, infatti, un costumista, all’epoca, non si occupava solo di costumi ma anche di trucco e capelli. Cominciai ad appassionarmi al make up trasversalmente, fino ad arrivare alla definizione dell’immagine totale di grandi protagonisti della cultura italiana dell’epoca. Semplicemente, ho sempre ritenuto che il mio lavoro fosse mirato a tirar fuori la personalità e a esprimerla attraverso qualche accorgimento ad hoc.
Naturalmente la mia paura più grande di quegli anni era non riuscire a sbarcare il lunario. Ho fatto molti sacrifici in quel periodo, ma se non fosse stato così, ora non sarebbe qui a farmi domande sulla mia vita e sulla mia carriera. La differenza sicuramente l’ha fatta la mia sete di scoprire, di migliorarmi, di imparare sempre.

Cosa prova quando realizza un nuovo brand e lo vede sul viso di una modella? È molto critico verso se stesso?
Esageratamente, critico! Ma ciò che realizzo attraverso l’arte, la creatività e la fantasia mi regala una gioia che mi imparenta col sublime, con fenomeni al limite dell’esoterico.

Un personaggio seguitissimo e molto apprezzato anche nel mondo televisivo: su Rai Premium, conduce la trasmissione “Uniche”.

Amore, successo, lavoro. Cos'è arrivato prima nella sua vita e cosa mette al primo posto. C'è qualcosa a cui ha dovuto rifiutare o una pazzia affrontata per raggiungere lo scopo a cui teneva?
Ho cercato il successo come rivalsa sui miei malesseri e sui miei disagi. Scoprendo, col tempo, che nulla è più importante della pace interiore, dell’equilibrio in se stessi e con la natura. Non ho mai messo il denaro nelle mie priorità.

Attualmente a Diego Dalla Palma viene riconosciuto, unanimemente, un talento innato come scrutatore ed esploratore di anime. Infatti, l’introspezione, l’interiorità, i valori che risaltano lo spirito e danno un senso alla vita sono diventati una materia “viva” alla quale Diego Dalla Palma intende dedicare, con passione, tempo e il suo prossimo futuro.
Attento indagatore dello spirito umano, vive in mezzo alla natura nella sua dimora nel Veneto, ai piedi dei Colli Euganei, e molto spesso nella sua amata Lisbona.

Pensa che nel suo settore, l'essere uomo possa averla agevolata oppure non conta il sesso? Non vuole essere una domanda provocatoria ma da fuori, siamo curiosi di conoscere le dinamiche del "trucco".

Come in tanti, molti settori, gli uomini sono spesso privilegiati ma posso dire, per quanto concerne il panorama del trucco nel mondo, che ci sono grandissime professioniste donne che io ho aiutato nell’imporsi.

Cosa è per lei il fascino? Cosa nota dapprima in una donna?La sua esperienza scolpita nel cuore, a tu per con una diva che si è lasciata pitturare dalle sue mani esperte?
In una donna noto innanzitutto il modo di essere, di porgersi di muoversi. Sono un acerrimo sostenitore della bellezza vissuta in un’ottica di libertà totale. Il fascino, per me, è espresso unicamente da una bellezza priva di vincoli, scevra da imposizioni stilistiche, immersa esclusivamente nella personalità e nel carattere. Caratteristiche, queste, che da sole sanno esaltare l’anima e portano alla disinvoltura.
L’esperienza che porto nel cuore è quella con Amalia Rodrigues: è lei la MIA Musa. è lei che, incontrandola, mi ha fatto capire che la personalità, il carisma, l’intelligenza e il mistero, in ogni donna, sono prioritari rispetto allo specchio.

Le chiedo gentilmente un consiglio sul trucco che in genere si dovrebbe sfoggiare. Di giorno e di sera.
Il suggerimento che vale sempre, e per tutte, è sottolineare lo sguardo con matita nera e mascara e usare un rossetto rosso. Io, paradossalmente, non amo il trucco: amo vedere le donne intensificarsi attraverso due o tre prodotti.

C'è un progetto di cui si può parlare, a cui sta lavorando? 
Un progetto televisivo: la quinta edizione del programma UNICHE, in onda da metà aprile a metà giugno, su Rai Premium, in cui intervisto delle protagoniste celebri e singolari che si raccontano in un’atmosfera particolarmente intima. E un progetto completamente dedicato ai social come Facebook e Instagram(che sta avendo sempre più successo e che è partito più di un anno fa):una scuola di look, oltre alla divulgazione del mio pensiero in relazione al costume e alla comunicazione nei nostri tempi, mantenendo un dialogo costante con la community che mi segue.

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