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lunedì 25 gennaio 2021 | ore 08:56

"Mi vaccinerò, ma..."

"Nessuno pensi che il vaccino fermerà da solo la pandemia - spiega il dottor Paolo Viganò, responsabile delle malattie infettive dell’Ospedale di Legnano - io sarò il primo a farmi vaccinare ma nessuno può dare certezze a lungo termine".
Legnano - Ospedale, Giampaolo Viganò, primario di malattie infettive

L'Italia, l'Europa, il mondo... si preparano a chiudere l'anno con la speranza di cancellare l'incubo che ha funestato il 2020: il vaccino per il Coronavirus. Dopo il 'V-day' di domenica 27 dicembre, in concomitanza con tutti i Paesi europei, ogni Regione e azienda ospedaliera si prepara ad avviare la più grande campagna vaccinale della storia.
Ma per capire meglio la situazione e cosa significa veramente questo momento per tutti noi, abbiamo contattato il dottor Paolo Viganò, responsabile delle malattie infettive dell’Ospedale di Legnano, medico che dal 25 febbraio ha tra i propri pazienti persone affette dal Covid-19.
"Posso sintetizzare la situazione con 'siamo in guerra' ed è doveroso vaccinarci tutti - commenta - Io stesso e la mia caposala ci siamo messi in lista per essere i primi a farlo, senza troppi se e ma. Anche se alcune osservazioni occorre farle: obiettivamente quasi nessuno sa nulla. La situazione locale, nazionale e internazionale è grave e impone delle 'urgenze' per limitare i danni (contagi e numero di vittime, ndr). Ma non posso negare che vi siano degli aspetti poco chiari. I vari vaccini in arrivo sono sicuramente testati e provati dai migliori team internazionali, con investimenti economici nella ricerca mai visti prima, ma non tutto poi è così semplice: per quanto avrà davvero validità nel proteggere dal Coronavirus? Uno, cinque anni? Di più? Vanno vaccinati anche chi ha contratto il virus da asintomatico o ha sviluppato sintomi? Son domande in realtà senza risposta ufficiale, è mancata completamente una fase di dibattito tra noi medici ed esperti, se non alcuni che parlano qua e là in televisione".
"Pensate che sono 15 anni che si cerca un vaccino per l'Epatite B e ben 40 anni che se ne cerca uno per l'AIDS (che ha fatto 25 milioni di morti) e non ci sono risultati certi - aggiunge - ora aggrappiamoci alla ricerca ma sempre con grande serietà".
Mai banale e sempre diretto: "Obiettivamente la storia del camion con pinguino che supera Bolzano, arriva a Roma e poi torna a Milano l'avrei evitata - ci spiega - Faccio sempre volontariato in Africa e anche in Benin arrivano i medicinali via aereo... capisco l'effetto mediatico ma meglio pensare ai fatti".
Pensa che siano sicuri i vaccini approvati e in approvazione? "La percentuale che dichiarano è buona - commenta - però non è al 100%, questo vuol dire che tra le 4 e le 8 persone su 100 non verranno coperte da eventuale infezione. Sintetizzo: se pensano tutti di essere poi al sicuro poi rischiano di ammalarsi... Anche i dati di questi giorni sono tutti sballati: tra le feste, la gente via da casa ecc siamo sicuri di chi e quanti tamponi vengano effettuati? Tante cose si possono capire solo con il tempo. Nessun istituto di ricerca può dare certezze sulla validità e copertura futura perchè solo il tempo può farlo. Si parla infatti di ipotesi e speranze".
E sul futuro? "Personalmente ho già inoltrato la domanda di pensionamento - commenta - e appena il nuovo primario sarà operativo lascerò l'incarico qui a Legnano. Sono rimasto per non lasciare sguarnito 'Malattie Infettive' in questa fase così delicata. Una cosa posso dirla però: il vaccino non sarà di certo una misura totale per uscire dalla pandemia: tutti dovremo continuare con prudenza a usare mascherine, igiene delle mani e distanziamento ancora per diverso tempo. Nessuno deve illudersi. Certo, il Sars-Cov2 potrebbe poi ridursi da solo nel tempo, ma non vi sono certezze".
Che cosa si sente di dire in conclusione? "Che sarò il primo a vaccinarmi - spiega con sicurezza - va fatto e non mi tiro indietro. Tanti tra gli addetti ai lavori si pongono alcuni dubbi, ma in questo momento di crisi va fatto".

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