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martedì 27 ottobre 2020 | ore 02:00

Suinicoltura: in campo contro Aujeszky

Suinicoltura: Lombardia in campo contro malattia Aujeszky. Protocollo congiunto con Piemonte e Emilia Romagna per meno burocrazia e meno costi per allevatori.
Territorio - Maiali (Foto internet)

"Vogliamo ridurre la burocrazia e i costi per gli allevatori di suini. Senza chiaramente abbassare la guardia sotto il profilo sanitario. Ma abbiamo gli allevamenti più controllati d'Europa e grazie al benessere animale che sappiamo assicurare siamo in grado di garantire una regione indenne dalla malattia di Aujeszky. La Regione Lombardia ha inviato, congiuntamente con l'Emilia-Romagna e il Piemonte, comunicazione formale al ministero della salute per la sospensione graduale della vaccinazione negli allevamenti suini, a partire dal giugno 2021. Tale decisione sarà ovviamente supportata da una specifica attività di sorveglianza. Ciò consentirà di ridurre il carico farmaceutico sugli allevamenti e di diminuire i costi su un areale molto ampio, macroregionale, grazie alla volontà delle regioni di condividere un percorso comune". Lo ha dichiarato l'assessore regionale lombardo all'Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi. In data 9 settembre 2020, tra Regione Emilia-Romagna, Piemonte e Lombardia, si è tenuto un incontro al fine di condividere un percorso comune orientato a migliorare lo stato sanitario di queste Regioni nei confronti della Malattia di Aujeszky. Queste Regioni hanno un piano di controllo e sorveglianza approvato dalla Commissione e il confronto ha fatto emergere la volontà di intraprendere un percorso comune che permetta di sospendere la vaccinazione nei confronti di questa malattia negli allevamenti suini. Tale sospensione sarà programmata in modo graduale e riguarderà gli allevamenti suini da ingrasso, a far data dal 30 giugno 2021 e anche gli allevamenti suini da riproduzione, a far data dal 1° gennaio 2022. "L'obiettivo è quello di presentare poi alla Commissione un unico Piano dedicato alla attività di sorveglianza - aggiunge l'assessore - Ora l'attenzione massima deve essere adottata a livello nazionale sulla prevenzione della peste suina, che è arrivata ormai anche in Germania. Un caso di peste suina africana in Italia comporterebbe il blocco delle esportazioni di prosciutti e più in generale dei prodotti suinicoli. Sarebbe un colpo letale per la suinicoltura lombarda e italiana, già alle prese con le difficoltà economiche di questo periodo storico. Per questo chiediamo al governo italiano una iniziativa sul contenimento del cinghiale, principale vettore di questa malattia".

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