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martedì 05 luglio 2022 | ore 20:29

"Due piste non sono sufficienti?"

L'ampliamento di Malpensa preoccupa: interviene l'Amministrazione Comunale di Nosate
Territorio - La terza pista preoccupa i nostri comuni

Terza pista per l’aeroporto di Malpensa: una questione che continua a far discutere diversi comuni della zona del castanese che, alla luce dei progetti presentati, si sentono seriamente minacciati dal possibile passaggio di aeromobili, a quote relativamente basse, sopra le teste dei loro cittadini. Un problema ormai di estrema attualità, che non ha mancato di scatenare la mobilitazione in prima persona dei cittadini stessi: a Lonate Pozzolo è sorto, infatti, un movimento di protesta chiamato ‘Viva Via Gaggio’, che ha creato anche una pagina su Facebook al fine di sensibilizzare la popolazione, con già un migliaio di iscritti. I cittadini lonatesi si stanno battendo per difendere la brughiera di Lonate Pozzolo (al cui interno si sviluppa, appunto, la bellissima Via Gaggio), l’abitato di Tornavento ed il Parco Ticino dall’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa. Domenica 23 maggio partirà una raccolta di firme che durerà per tutta l’estate, allargata a tutti i Comuni limitrofi, sia lombardi che piemontesi, al fine di evidenziare il malcontento delle popolazioni locali. Il gruppo ritiene, inoltre, che la costruzione di una terza pista comporterà non solo un grave danno alla loro cittadina, ma a tutto il Parco del Ticino: l’aumento dell’inquinamento atmosferico avrà, infatti, pesanti ricadute sulla salute delle popolazioni di parecchi comuni di Varesotto, Castanese, Magentino e Novarese. Tuttavia, non solo Lonate Pozzolo fa sentire la sua voce: l’amministrazione comunale del piccolo comune di Nosate si è fatta portavoce della posizione in materia del governo nosatese e ha deciso di affidare alle pagine del nostro giornale un intervento che riunisce in sé una spiegazione dettagliata della situazione, doverosa nei confronti dei cittadini, e uno sfogo sulle possibili conseguenze negative che l’innovazione potrebbe portare allo stesso, così come al territorio. Qui, di seguito, ne pubblichiamo un estratto.

ECCO L'INTERVENTO DELL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE
[…] Un paio di settimane fa con altri Comuni, siamo stati convocati da ENAC, che ha illustrato lo studio per determinare le aree “a rischio” , ovvero quelle aree nelle quali c’è una seppur minima possibilità che un cittadino venga coinvolto in un
incidente aereo.   ENAC ci ha presentato la terza pista così come illustrata sullo studio del MITRE, in questo studio la nuova pista (lunga 2400 metri) è parallela alle altre, spostata ad ovest di 1211 metri e più a sud […]. Purtroppo prolungando idealmente la terza pista si evidenzia una rotta di atterraggio che passa all’incirca sopra il cimitero di Nosate e quindi sopra il centro di Turbigo. In aggiunta, essendo la terza pista notevolmente più a sud rispetto alle attuali, gli aerei in atterraggio saranno più bassi rispetto ad oggi. Tutto questo è confermato dallo studio MITRE che riporta: “un’area limitata a sud della terza pista subirà  un impatto da rumore a lungo termine”. A seguito dell’incontro ENAC, in data 26 Aprile, il Consiglio Comunale di Nosate ha deliberato all’unanimità che il Comune di Nosate ritiene che l’ampliamento dell’Aeroporto di Malpensa e la costruzione di una terza pista non siano compatibili con il Territorio del Parco Ticino e con la salute delle popolazioni che lo abitano. [...] Una riflessione finale:  nel periodo di maggior traffico, quando Alitalia era ancora a Malpensa (anno 2007 – 24 milioni di passeggeri) con due piste si riuscivano a gestire nei giorni di picco oltre 900 movimenti/giorno. Il traffico nel 2009 a Malpensa è stato di 17,5 milioni di passeggeri con  501 movimenti/giorno (media annua), ben lontano dai 45 milioni di passeggeri/anno  e 1300 movimenti/giorno per i quali il MITRE e SEA ritengono necessaria la costruzione della terza pista. Considerato che al momento nessuno dispone di dati certi sull’incremento del traffico aereo dei prossimi anni, mi domando come può essere anche lontanamente giustificata la costruzione entro il 2014 di una pista che, con costi elevatissimi, comporterà la delocalizzazione del bellissimo abitato di Tornavento e la distruzione di un’area di interesse naturalistico all’interno del Parco Ticino[…]

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