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lunedì 03 agosto 2020 | ore 13:36

“Spiegare la verità a bambini e ragazzi”

Lo psicologo Norman Salvetti: “Ansie e preoccupazioni: questa fase entrerà nella memoria collettiva di ognuno”.
Territorio - Bambini che giocano in casa (foto internet)

Se per gli adulti è un periodo di ansie, tensioni, preoccupazioni (sanitarie, lavorative e familiari), lo è ancora di più per bambini e adolescenti. Ce lo spiega meglio il dottor Norman Salvetti, psicologo e psicoterapeuta al Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta: “Difficile dire cosa rimarrà per tutti noi di questi mesi - spiega - Sarà una memoria condivisa, un evento unico, un po’ come Chernobyl lo fu per una generazione”. Attenzione e accortezze valgono per tutti: “Anche a bambini e ragazzi occorre dire, con parole adatte, la verità. Sia perchè in televisione e in casa non si parla d’altro, sia perchè purtroppo possono essere coinvolte persone a noi care. È giusto essere onesti, dire che che non possiamo vedere nonni e parenti non perchè non gli si vuole bene, anzi, proprio per questo ora è più sicuro così per tutti”. Ma come stanno vivendo questo periodo i bambini piccoli? “Per loro è soprattutto una vacanza - spiega - lunga e strana, perchè stanno sempre con i genitori, ma una vacanza. Rispetto ai più grandi perdono la relazione con i loro coetanei perchè, a differenza già degli adolescenti, non possono usare i sistemi di comunicazione”. E per gli adolescenti? “Qui è più complesso - continua - perchè per loro natura vogliono aprirsi al mondo e uscire. Comunicano meglio dei grandi con i coetanei, ma la situazione di tornare a fare ‘i bambini di casa’ crea sicuramente tensioni. I compiti sono quasi un diversivo ma è giusto lasciargli i loro spazi, in casa. La situazione è più complessa per i ragazzi ‘asociali’, perchè ora sono in una loro ‘comfort zone’, ma va a inficiare un lungo lavoro di inserimento fatto negli ultimi mesi o anni. Per loro è un periodo in cui ben si adattano, ma perdono ulteriormente i contatti con il mondo esterno e la ripresa, con grande voglia di socialità, potrebbe essere più difficile”.

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