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giovedì 27 febbraio 2020 | ore 02:44

Se l'Emilia non si Lega

Il risultato elettorale delle regionali di domenica 26 gennaio apre il mondo politico a nuove riflessioni.
Politica - Sergio Bonaccini rieletto in Emilia Romagna

Un risultato non scontato, perchè se per la Calabria i 'giochi' erano ampiamente annunciati, per l'Emilia Romagna a guidare i sondaggi era Lucia Borgonzoni. Complice il non appoggi del 'Movimento 5 Stelle' al Partito Democratico e alla forza trainante di questi mesi di 'Lega' e 'Fratelli di Italia', appariva davvero fattibile il ribaltamento di fronte per la 'regione rossa'.
Ma qualcosa è cambiato, non ha funzionato, si è inceppato. Ma cosa? E cosa cambia con la nettissima vittoria di Sergio Bonaccini (51,4%) sulla candidata leghista (al 43,6%)?
Intanto si segnala la riduzione a livelli di 'meri partecipanti' per il 'Movimento 5 Stelle', fermo al 4,7%; e soprattutto per 'Forza Italia', al minimo assoluto, al 2,6%. Altra risposta non banale, uscita dalle urne, è che il primo partito, seppur solo in questa regione, è il Partito Democratico (al 34,7%) rispetto alla 'Lega' (al 32%), con vittoria del centro sinistra anche in un paese simbolo come Bibbiano, uscito e rimarcato sui mezzi di comunicazione e social per lunghi mesi proprio 'come colpa del PD'.
Ma vi è anche un dato ulteriore, enfatizzato da Matteo Salvini direttamente, proprio per il peso e la sicurezza data dal leader della 'Lega' sulla competizione romagnola. Il suo pronostico di "stravincere" non vi è stato, anzi. In una parziale soddisfazione, a microfoni spenti, anche di molti esponenti 'Lega' e del centrodestra, che vedono così notevolmente ridotta la forza carismatica del giovane leader.
Forse la farsa del citofono, forse alcune provocazioni degli ultimi giorni, di certo stavolta alcuni dello staff di comunicazione di Salvini hanno peccato, danneggiando quasi quanto fatto nei mesi precedenti. Vero, però, che Sergio Bonaccini per ammissione di moltissimi romagnoli non ha amministrato male, anzi, lasciando comunque una Regione in ordine con molti servizi di assoluto livello.
Lo stesso Partito Democratico, per paradosso, è stato un 'attore non protagonista'. La campagna elettorale l'ha vinta Bonaccini, nessun leader di peso nazionale si è (forse giustamente) esposto, rischiando di danneggiarlo.
Una chiusura è però d'obbligo, anche a richiamo del titolo, per la prima volta proprio in Emilia Romagna, ma poi in quasi tutta Italia, si è manifestato il fenomeno delle 'sardine'. Che non sono per nulla state 'gustate' dalla Lega, anzi, o forse sono rimaste indigeste, perchè non vi è dubbio che il loro scendere in piazza ha aperto interrogativi che spesso i post e le notizie social della 'Bestia' (il sistema di comunicazione web leghista) ha portato per lunghi mesi.
Insomma... cosa cambia? Tutto e niente. Il Governo Conte probabilmente durerà fino a fine mandato. La 'Lega' rimane il gruppo più forte a livello nazionale, ma con limiti di personalità di alcuni esponenti; cresce 'Fratelli di Italia'; il 'Partito Democratico' guadagna tempo per provare a risalire; 'Forza Italia' (per lo meno al nord) e 'Movimento 5 Stelle' sono solo il ricordo di loro stessi.

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