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venerdì 17 gennaio 2020 | ore 19:15

Un'arca per Milano

Posa della 'prima pietra' per il nuovo headquarters a 'emissioni zero' di Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano.
Milano - Il nuovo headquarters di Gruppo CAP (Luca Stortoni- Paris Render)

Un’arca che fluttua su una piazza d’acqua, a rappresentare la natura pubblica della gestione del patrimonio idrico e la sua vocazione di servizio a favore della collettività. Il nuovo headquarters 'a emissioni zero' di Gruppo CAP, il gestore del servizio idrico integrato dei Comuni della Città metropolitana di Milano, sarà un building progettato con i più alti standard di sostenibilità, che sorgerà in via Rimini, e la cui 'prima pietra' è stata simbolicamente posata oggi (martedì 10 dicembre). La cerimonia si è svolta alla presenza di Alessandro Russo, presidente e amministratore delegato di Gruppo CAP, a Pierfrancesco Maran, Assessore a Urbanistica, Verde e Agricoltura Comune di Milano, Arianna Censi, Vicesindaca Città metropolitana di Milano, Santo Minniti, Presidente Municipio 6, Claudio Lucchin, architetto ideatore del progetto e titolare dello studio CL&AA. Infine, Emiliano Cacioppo, Consigliere delegato CMB, Società cooperativa Muratori e Braccianti, che curerà tutte le fasi di costruzione. “Oggi è un giorno importante per Milano, si apre il cantiere di uno dei servizi pubblici di primaria importanza per la Città metropolitana - commenta l’assessore Pierfrancesco Maran - Ringraziamo Gruppo CAP che ha dimostrato negli anni di offrire un servizio sempre più efficiente; una qualità che si rispecchia nel progetto della nuova sede, selezionato tramite un concorso internazionale e pensato per portare una nuova piazza e nuovi spazi aperti al quartiere”. “L’elemento simbolico dell’arca richiama solidità e sicurezza, che sono i valori che più di ogni altro rappresentano la nostra azienda, ma è capace anche di evocare la speranza nel futuro e la volontà di fare del nostro meglio per questo territorio e per le famiglie che ci vivono oggi e ci vivranno domani - afferma Alessandro Russo - Ogni anno portiamo nelle case della grande metropoli circa 200 milioni di metri cubi di acqua, puntando su ricerca innovazione e a una gestione del settore idrico davvero sostenibile. Volevamo una sede che raccontasse il nostro impegno quotidiano e la nostra fiducia nel futuro. L’arca sarà un ambiente di lavoro flessibile capace di raccontare la nostra attenzione per il green e al tempo stesso un luogo di condivisione e aggregazione con la comunità”. Progettato dallo Studio CL&AA Claudio Lucchin e Architetti Associati, selezionato fra oltre 30 progetti internazionali, l’edificio è concepito secondo i più moderni criteri di sostenibilità e risparmio energetico: un progetto che trae ispirazione dal profondo significato che l’acqua ha da sempre per la vita delle persone e delle comunità e che proprio alla comunità intende restituire valore attraverso un intervento che, riqualificando l’intera area tra la stazione di Romolo e la cascina Moncucco, darà vita a una vera e propria piazza d’acqua, un luogo di aggregazione aperto a tutta la cittadinanza milanese. I lavori sono realizzati da CMB spa, impresa edile presente in Lombardia da oltre 100 anni, che curerà tutte le fasi di cantiere. Avviati nell’ottobre 2018, i lavori, che avranno una durata complessiva di circa due anni, hanno comportato la demolizione del vecchio capannone per lasciare posto agli scavi e al posizionamento dei pali interrati lungo tutto il loro perimetro. Ora si parte con la fase di costruzione vera e propria dell’edificio. Caratterizzata da 11.250 m2 di superficie, distribuiti su sei piani e suddivisa in ambienti diversi tra loro, la nuova sede ospiterà oltre 400 dipendenti e comprenderà open space, uffici, laboratori, una caffetteria aperta a tutti, un’expo area, un asilo nido non esclusivamente aziendale e un auditorium. Il principio base sarà quello della combinazione tra strutture modulari, open space e aree delimitate da utilizzare a seconda delle specifiche attività da svolgere in linea con le tendenze dello smart working. “La nuova sede di Gruppo CAP rappresenta simbolicamente un patto tra il gestore del patrimonio idrico e la popolazione - ribadisce Claudio Lucchin - L’idea della cura e della distribuzione dell’acqua e il concetto di interconnessione sono stati alla base del progetto: l’arca vuole essere un edificio privo di barriere fisiche e visuali verso la strada, un edificio aperto che dialoga con la città e la cui funzione pubblica traspare dall’apertura del piano terra, ove si insedieranno funzioni aperte al quartiere e ai suoi abitanti”. Tra queste la più importante sarà l’auditorium che avrà una capienza di 200 persone e che, affacciandosi direttamente sulla piazza, sarà uno spazio a disposizione della collettività. Ma non è tutto. Il tema della relazione col territorio e con la comunità, da sempre alla base dell’azione di Gruppo CAP: nel Parco La Spezia è stato posizionato un punto informativo sul progetto e uno spazio di incontro con gli abitanti della zona che diventerà l’hub di iniziative che presto coinvolgeranno tutto il quartiere. Al suo interno inoltre sarà a disposizione il video render del progetto a cura di Luca Stortoni (Paris Render). Il nuovo headquarters di Gruppo CAP sarà un edificio aperto alla comunità che non segue la verticalità dei building della nuova Milano, quanto piuttosto uno sviluppo orizzontale, proprio per inserirsi nell’equilibrio di un quartiere prevalentemente residenziale. In una logica di condivisione, ai cittadini saranno fornite tutte le informazioni sugli aspetti di sicurezza che coinvolgono i lavoratori, i dettagli sull’impatto ambientale dei lavori, le emissioni di CO2 e di polveri, l’uso dell’acqua e lo smaltimento dei rifiuti in tutte le fasi della costruzione. Al di là della progettazione architettonica, il proposito di evidenziare il valore sociale dell’azienda si concretizza in un accurato piano energetico, che si avvale delle migliori innovazioni tecnologiche sul fronte della sostenibilità, facendone un modello di costruzione a zero emissioni e zero energia. Cosa che permetterà di ottenere il certificato Leed Gold, tra i più alti riconoscimenti sul fronte della certificazione green. A partire dal sistema di riscaldamento e raffreddamento per il quale verrà utilizzata l’acqua di prima falda, per evitare l’impiego della preziosa acqua potabile, con una termoregolazione ad aria controllata che consente un’ottimale gestione delle temperature. Ciò permetterà di raggiungere livelli elevati di comfort termico durante il periodo di utilizzo, riducendo anche il fabbisogno di energia primaria grazie all’uso corretto delle risorse naturali.
Anche l’illuminazione merita un approfondimento: evitate le grandi vetrate, l’edificio è caratterizzato da finestre a nastro, a motivo ortogonale, distribuite in modo irregolare, che richiamano la conformazione dei canali e delle reti idriche che caratterizzano il territorio metropolitano. Inoltre, pozzi di luce di ampie dimensioni garantiranno la connessione visiva tra i piani e l’illuminazione nell’area centrale dell’edificio.

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