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lunedì 28 settembre 2020 | ore 22:47

Senzatetto: rischio freddo

Sono oltre 51 mila i senzatetto a rischio freddo in Italia con sistemazioni precarie sui marciapiedi, nelle stazioni e sotto i portici delle città. L'analisi di Uecoop.
Inchieste - Senzatetto (Foto internet)

Sono oltre 51 mila i senzatetto a rischio freddo in Italia con sistemazioni precarie sui marciapiedi, nelle stazioni e sotto i portici delle città e per i quali l’unica speranza sono i servizi di assistenza dei comuni, le associazioni di volontariato e le cooperative sociali che si occupano delle fasce più disagiate. E’ quanto emerge da una analisi di Uecoop, l’Unione europea delle cooperative, in relazione al clochard trovato morto a Milano, probabilmente a causa del freddo, su una carrozzina e coperto solo da un piumone. "L’abbassamento delle temperature sta creando una situazione ad alto rischio per chi non ha una casa o un rifugio – spiega Uecoop – dai clochard ai ragazzi sbandati, dagli anziani ai padri separati e magari disoccupati che non hanno più le risorse per pagarsi una abitazione. Più di 8 senzatetto su 10 sono maschi e in oltre la metà dei casi si tratta di stranieri. Una fascia di disagio sociale che comprende i 300 mila nuovi poveri che tra il 2016 e il 2017 hanno fatto superare all’Italia la quota di oltre 5 milioni di persone che vivono in miseria". Un panorama di difficoltà materiali e sociali nella rientrano anche 1,4 milioni di persone sopra i 65 anni che non possono pagarsi un pasto completo o le bollette di luce e riscaldamento. "A fronte di situazioni di bisogno sempre più ampie – sottolinea Uecoop - emerge la necessità di un maggiore coinvolgimento delle oltre 9.700 cooperative sociali e di assistenza che operano sul territorio nazionale. In questo scenario risulta strategico potenziare un sistema di welfare che valorizzi – conclude Uecoop – la parte più avanzata quel mondo cooperativo per affiancare con qualità e professionalità il servizio pubblico dando risposte ai bisogni della gente e al tempo stesso promuovendo il lavoro e l’occupazione".

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