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martedì 19 novembre 2019 | ore 10:24

Turbigo, Patronale per Carlo Acutis

“Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie” - E’ il motto di questo adolescente che induce alcune riflessioni.
Sociale - Carlo Acutis (da internet)

Quest’anno la Festa Patronale di Turbigo sarà dedicata a un adolescente dei nostri tempi, morto nel 2006 a soli quindici anni: Carlo Acutis.
“Tutti nascono come originali, ma molti muoiono come fotocopie” - E’ il motto di questo adolescente che induce alcune riflessioni. Quando si guarda alla figura ed alle opere dei Santi del passato vi è sempre il rischio di immaginare una santità distante da ammirare, ma difficile da imitare; Carlo è stato un giovane capace di portare la santità a distanza ravvicinata.
“Ogni persona – scrive Carlo - nasce come un essere unico e irripetibile. Tutti noi siamo capolavori dell’estro creativo di Dio”. Nell’esortazione apostolica post-sinodale del marzo scorso “Christus vivit”, dedicata ai giovani, Papa Francesco ha voluto richiamare la stessa frase per sottolineare l’attualità del messaggio di questo adolescente nella società contemporanea, nella quale il rischio di rinunciare a vivere la propria identità è sempre alto.

I Miracoli Eucaristici in Italia
di Renato Cardani

Sentii parlare di lui per la prima volta alcuni anni fa, in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio De Janeiro; ricordo di essere rimasto sorpreso quando, nel digitare il suo nome in Internet, m’imbattei in diversi siti web che raccontavano la sua storia, in lingua italiana, ma anche in diverse lingue straniere. Scoprii che quest’adolescente, genio dell’informatica, era conosciuto grazie alla mostra internazionale in internet su “I Miracoli Eucaristici nel mondo” riconosciuti dalla Chiesa.
Avvenne che nel 2002, accompagnando i genitori al Meeting di Rimini, Carlo fu così affascinato da un incontro di presentazione del “Piccolo catechismo Eucaristico”, il cui relatore era un sacerdote amico della sua famiglia, che decise, appena undicenne, d’ideare e realizzare la mostra, con l’aiuto del suo Padrino di Battesimo, il prof. Sidi Perin: dopo tre anni di lavoro, la mostra era allestita.
Il prossimo 6 settembre, nella chiesa parrocchiale BV Assunta di Turbigo, la Festa Patronale si aprirà con l’inaugurazione di questa mostra, che sarà preceduta dalla testimonianza dello stesso Prof. Perin, vicepostulatore della causa di beatificazione di Carlo.
Ma chi era Carlo Acutis? Egli nasce il 3 maggio 1991 a Londra, dove i suoi genitori si trovano per esigenze di lavoro. Al loro rientro in Italia, la famiglia Acutis si stabilisce a Milano, dove Carlo frequenta le scuole elementari presso le Suore Marcelline. Carlo è un bambino normale, vivace; ciò che lo distingue dai suoi coetanei è la devozione per le cose sacre, per la Madonna e i Santi, in particolare per San Francesco. La famiglia Acutis è cattolica, ma non assiduamente praticante; ciò malgrado, a sette anni Carlo chiede di poter ricevere la Prima Comunione, e, da allora, i punti fermi delle sue giornate sono l’Eucaristia attraverso la Santa Messa, l’Adorazione Eucaristica e il Rosario, scelte che al giorno d’oggi parrebbero quasi appartenere ad altri tempi.
Frequenta il liceo Classico Leone XIII dai Gesuiti, coltivando nel contempo numerosi interessi: la musica, lo sport, la lettura, i viaggi, e soprattutto l’informatica, la sua grande passione. In questa materia, non solo aiuta i suoi compagni, ma la pone anche al servizio del Vangelo. Dio rimane sempre e comunque al primo posto; sono tanti i giovani che desiderano stare con lui perché con Carlo ci si diverte e si sta bene.
Egli segue i ragazzi del catechismo, gioca con i bambini dell’oratorio, è volontario alla mensa Caritas; pur provenendo da una famiglia agiata, non segue le mode del momento, e offre in riservatezza i suoi risparmi in attività caritative. Di questa carità molte persone d’ogni ceto e religione ne saranno testimoni al suo funerale.

Ai primi d’ottobre del 2006, il giovane si ammala; all’inizio sembra un’influenza, poi è ricoverato all’ospedale San Gerardo di Monza dove si scopre una grave forma di leucemia; in pochi giorni, il 12 ottobre, muore offrendo le sue sofferenza per il Papa e per la Chiesa; è sepolto, secondo le sue volontà, nel cimitero di Assisi.
Il 15 febbraio 2013 il Cardinale Angelo Scola apre l’iter diocesano di beatificazione promosso dalla Diocesi di Milano, che si conclude il 24 novembre 2016; il 5 luglio 2018 Carlo è dichiarato Venerabile da Papa Francesco.

Nell’attesa e nella speranza che Carlo possa essere santificato, dallo scorso 6 aprile le sue spoglie sono custodite nel Santuario della Spogliazione, luogo in cui Francesco, il Santo che lui aveva tanto amato, si liberò delle vesti per indossare il saio. Vorrei concludere con un invito che Steve Jobs, fondatore della Apple e mito dell’informatica, rivolse ai giovani: “Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun altro”.