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martedì 23 luglio 2019 | ore 22:09

Biondi vs Cova

Come era prevedibile, la vicenda che ha coinvolto Susanna Biondi, sindaco di Busto Garolfo, e Ilaria Cova, ex vicesindaco, è ben lontana dall’essere conclusa.
Busto Garolfo - Il palazzo Municipale

Come era prevedibile, la vicenda che ha coinvolto Susanna Biondi, sindaco di Busto Garolfo, e Ilaria Cova, ex vicesindaco della cittadina, è ben lontana dall’essere conclusa. La crisi è giunta a fine gennaio, quando Cova si è espressa negativamente circa le modifiche della convenzione relativa al piano attuativo ATU4. Il progetto è stato più volte sottoposto all’attenzione della Giunta e il vicesindaco, secondo quanto riferito da Biondi e dall’amministrazione comunale, fino a quel momento non avrebbe mai espresso perplessità. Il 12 febbraio, nonostante gli eventi recenti, la delibera è stata comunque approvata. Il rapporto tra Biondi e Cova sembra essere definitivamente deteriorato, tanto che il primo cittadino “ha ritenuto di inviare la diffida della Consigliera Cova alla Procura per verificare la possibile sussistenza del reato di cui all’art. 338 del Codice Penale (Violenza e minaccia ad un corpo dello Stato)- si legge in un comunicato diffuso da Busto Garolfo Paese Amico, lista civica che sostiene Susanna Biondi- (…) La segnalazione è stata fatta dalla Sindaca in quanto nel nostro ordinamento, oltre che capo politico del Comune, il Sindaco è ufficiale del Governo e pertanto è tenuto obbligatoriamente a segnalare all’autorità giudiziaria ogni possibile notizia di reato. Spetterà poi alla magistratura valutarne la possibile sussistenza”. Susanna Biondi ha inoltre diffuso il contenuto di una seconda lettera aperta, il cui destinatario, come in una precedente missiva, è il consigliere regionale Marco Fumagalli (Movimento Cinque Stelle). Il consigliere aveva criticato appunto la realizzazione della Coop di Busto Garolfo, definendo l’opera come una ‘cementificazione’ del territorio. Il sindaco ha perciò invitato Fumagalli a un confronto pubblico per replicare, precisando che, nel caso in cui l’esponente dei Cinque Stelle non dovesse rispondere, Biondi considererà il suo silenzio “più eloquente di mille parole”.

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