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venerdì 19 ottobre 2018 | ore 13:09

Il dottor Lodi su Wikipedia

Il dottor Angelo Lodi avrà una sua pagina dedicata su Wikipedia, la grande enciclopedia del web. Ricordando un medico e uno scrittore punto di riferimento per tutto il paese.
Buscate - Il dottor Angelo Lodi

Il dottor Angelo Lodi avrà una sua pagina dedicata su Wikipedia, la grande enciclopedia del web. A dieci anni dalla scomparsa del beneamato e mai dimenticato medico condotto di Buscate, la storia personale e la carriera lavorativa e artistica di una delle figure più di spicco della zona dell’Altomilanese rivivrà in formato digitale per opera dello storico Giuseppe Leoni, su impulso di Francesca Pagnutti, membro del gruppo ‘Insieme per Buscate’, che già dieci anni fa, durante il suo incarico di assessore alla Cultura sotto l’amministrazione Serati, avanzò la proposta di intitolare la sala Civica allo stesso dottore, a cui oggi si è affiancato il nome del figlio Roberto, scomparso un anno e mezzo fa. “È importante ricordare le persone che hanno fatto molto per il nostro paese, non solo per coloro che lo hanno conosciuto e stimato, ma soprattutto per quanti non sanno nulla di lui, i giovani in modo particolare – commenta Pagnutti - Attraverso i social network e la pubblicazione sull’enciclopedia online Wikipedia, la memoria nel nostro medico-scrittore continuerà a vivere e così i suoi libri, che raccontano con amore e passione la nostra terra, il suo ambiente naturale e la vita dei suoi abitanti”. Nato nel 1920 e morto nel 2008, sempre all’inizio dell’autunno, periodo in cui fioriscono i topinambur, fiori da lui molto amati, Angelo Lodi esercitò per oltre cinquant’anni la professione di medico condotto, quando ancora fare il medico era una vera missione: tutti i buscatesi ricordano con gratitudine la sollecitudine con la quale arrivava, in sella alla sua bicicletta verde, per curare la sua gente. Uomo dal cuore grande (non mancava mai di aiutare anche economicamente coloro che erano in difficoltà), affiancò alla carriera di medico, anche quella di affermato scrittore, una sorta di prosecuzione della sua vocazione: “Se il medico non può fare più nulla per i corpi dei suoi malati, una volta deceduti, lo scrittore può stare ancora accanto a loro, farli rivivere in un certo qual modo, discorrere ancora con le loro anime o i loro fantasmi”. Più di dieci le sue pubblicazioni (tra cui ‘L’Italia non finisce a Castano Primo’ e ‘Storie dei nostri paesi’), edite nell’arco di quasi quarant’anni, in cui raccontava la vita contadina delle terre che lo avevano visto nascere e le vicende di coloro che la abitavano. “Questa notizia mi riempie ovviamente di orgoglio – commenta la nipote Silvia Lodi, figlia di Roberto - Anche se i veri privilegiati rimangono coloro che lo hanno conosciuto personalmente; credo che una pagina web permetta di diffondere la sua storia ad una fetta di pubblico vastissimo e renda eterno il ricordo del nonno, attraverso la memoria non solo dei familiari, ma di tante persone che lo hanno amato e apprezzato”.

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