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Mer, 17/01/2018 - 07:20

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mercoledì 17 gennaio 2018 | ore 07:44

Se la politica fa squadra

Post Scriptum - Sala e Maroni (da internet)

Diciamo la verità, quanti di noi in questo momento seguono con interesse le dinamiche politiche nazionali? Togli gli 'addetti ai lavori' praticamente nessuno. Ma se in molte occasioni, effettivamente, è un discorso davvero solo autoreferenziale, con un rimpalli di polemiche e dibattiti su argomenti molti distanti dal sentimento comune. Vi sono però, anche casi in cui la politica lavora sotto traccia davvero per obiettivi comuni. Prendiamo oggi ad esempio il 'caso Milano': dall'ottobre 2006 in poi la città ha deciso di tornare ad essere la 'capitale morale ed economica d'Italia'. Quella data è infatti il giorno in cui il Consiglio dei Ministri guidato da Romano Prodi ha concesso a Letizia Moratti, sindaco di Milano, la candidatura italiana per l'Esposizione Universale. Da quel binomio lontano politicamente si è aperto un percorso che ha rilanciato la città meneghina in Italia e nel Mondo. Il successo dell'EXPO, infatti, è il coronamento di un disegno politico su vari livelli: nazionale (Napolitano e Mattarella al Qurinale, Berlusconi e poi Renzi a Capo del Governo, Roberto Formigoni e Roberto Maroni in Regione, Letizia Moratti e poi Giuliano Pisapia in città). Colori e idee diametralmente oppposto: ma sempre un obiettivo comune sulle cose importanti. Esattamente come non accade quasi da nessun altra parte. La strategia, vincente, ha proseguito nel post Expo, con la 'battaglia' di Roberto Maroni e Beppe Sala per portare a Milano l'Agenzia Europea del Farmaco, oltre che a 'invitare' i grossi gruppi bancari in fuga dalla City di Londra dopo la Brexit, per far crescere ancor piu' la città. Se in campagna elettorale partiti e uomini son quanto piu' divisi, a 'vincere' è la capacità di fare squadra. Farla bene. E ridare slancio a una città e un intero sistema.

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