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giovedì 09 aprile 2020 | ore 12:03

Editto di Milano 1700 anni dopo

Milano - Il Cardinale Angelo Scola con il patriarca Bartolomeo

Giornata importante oggi per Milano, capitale del dialogo ecumenico nelle celebrazioni per il 1700° anniversario dall’Editto di Costantino. L’Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola ha incontrato questa mattina il patriarca copto-ortodosso Tawadros II e ha accolto - per l’inizio della sua visita a Milano - il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo.

Al termine di questi due importanti incontri il cardinale Scola ha mostrato il profondo significato delle due visite e il segno di speranza che rappresentano.
Per il cardinale Scola «le visite a Milano del patriarca copto ortodosso Tawadros e del patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo documentano a tutti, a Milano e non solo, come l’ecumenismo che è nato 100 anni fa su spinta missionaria, sia una grande condizione di aiuto al formarsi di quella vita buona nella società plurale di cui spesso parliamo e la fatica del cui avvento è sotto gli occhi di tutti, come i recenti fatti di cronaca dimostrano. Mi riferisco in particolare al terribile eccidio accaduto a Milano nei giorni scorsi, dove hanno perso la vita in modo ingiustificabile ben tre nostri concittadini. Ad essi, ai loro cari e a tutta la città va la preghiera e la vicinanza dell’Arcivescovo e della Chiesa milanese».

Secondo Scola la presenza di Tawadros II e di Bartolomeo sono rispettivamente «una visita di comunione fraterna e di cortesia e - la seconda - una presenza programmata che si esprimerà in molteplici momenti di preghiera e di riflessione, ma unite da un elemento comune».

TAWADROS II: “CHIEDO UNA PREGHIERA PER L’EGITTO. L’AMORE NON SBAGLIA MAI”

La giornata di oggi è cominciata alle ore 9 con la visita in Arcivescovado di Tawadros II, Patriarca della Chiesa copto-ortodossa.

Il cardinale Scola lo ha accolto dichiarando che «la Chiesa di Milano intende approfondire il legame di comunione che per la potenza dello Spirito si rinnova tra i fedeli della gloriosa Chiesa copta ortodossa e quelli della Chiesa ambrosiana. Viviamo – ha proseguito Scola - nella preghiera e nell’affetto di comunione le dolorosissime prove a cui la Chiesa copta è sottoposta in Egitto. Intendiamo custodire e far crescere nell’abbraccio cristiano la comunione fra noi. Lieti di poter condividere i vostri bisogni vorremmo, Santità, imparare di più dalla vostra esperienza di vita eremitica ed ascetica».
(In allegato il testo integrale del cardinale Scola).

Tawadros II ha risposto con parole di amicizia e ringraziamento. «Davvero le relazioni tra la Chiesa cattolica e la nostra sono di lunga data – ha sottolineato Tawadros -. Oggi, Eminenza, il suo cuore e il suo abbraccio aperto, ci uniscono, anche per il servizio che Ella svolge per le nostre comunità qui a Milano. Chiediamo una preghiera sincera e calda per l’Egitto, per i cristiani che vivono in quel Paese e per tutte le Chiese», ha concluso Tawadros II.

Infine l’incontro privato tra Tawadros II e il cardinale Scola e la firma del Patriarca sul Libro d’Onore, con una frase a suggellare la visita: “Love never fails”, l’amore non sbaglia mai.

BARTOLOMEO: “L’EDITTO DI MILANO PUNTO DI RIFERIMENTO PER L’UMANITÀ”

Alle 10.44, l’arrivo in Arcivescovado del Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo.
Ad accoglierlo il cardinale Scola: «La Vostra presenza tra noi costituisce l’evento culminante dell’anno costantiniano che ho aperto il 6 dicembre scorso con il mio intervento a Sant’Ambrogio su “L’editto di Milano: initium libertatis”. Nell’arco del 2013 abbiamo inteso mettere in luce, attraverso diverse iniziative religiose e culturali, l’importanza di quell’editto e i valori che oggi ci ripropone. Ma è soprattutto la fecondità della memoria sotto il profilo ecclesiale ed ecumenico che ci sta a cuore. E proprio da questo punto di vista l’incontro con Vostra Santità è quello più atteso e più significativo di questo centenario».

Il Patriarca Bartolomeo ha ricordato che a partire dalla firma a Milano dell’Editto «si sono realizzate per l’Europa delle conquiste determinanti nel progresso spirituale dell’umanità. Sono state poste le basi per il riconoscimento dei fondamenti dei diritti umani; ed è stata stabilita per la prima volta sotto forma di legge, come principio, la libertà religiosa». Ha proseguito Bartolomeo: «La libertà per ognuno di credere in Dio o di rifiutarlo non è semplicemente un diritto umano, ma prima di tutto una smisurata condiscendenza di Dio, il Quale per amore indescrivibile rispetta così tanto la libertà dell’uomo fino a tollerarne perfino il rifiuto arrogante di questi».

«Per tanto in debito verso la storia dell’Europa, verso la storia di tutto il mondo, ci troviamo in questa storica città – ha detto il Patriarca - rispondendo al Vostro Invito, Eminentissimo fratello Cardinale Signor Scola e prendiamo parte ai festeggiamenti per l’anniversario di quella storica svolta, che rappresenta una tappa e un punto di riferimento, - lo ripetiamo -, nel cammino dell’umanità e nella vita della Chiesa».

Secondo Bartolomeo questo anniversario non è solo motivo di festeggiamenti ma principalmente una «responsabilità di noi guide spirituali, davanti all’umanità e al mondo; è l’annuncio o il ri-annuncio della verità, che la nostra fede è viva e non una macchinazione ideologica ed una teoria umana; non è un “cibo e bevanda consumati”, ma è vita».

Nel pomeriggio il patriarca Bartolomeo si è recato al monastero ecumenico di Bose per una visita privata.

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