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domenica 05 dicembre 2021 | ore 21:19

Aumento Spread: 15 Imu in 5 anni

Tanto si è detto sull'Imu (rimodulazione, eliminazione o restituzione); però, l'imposta che più grava sul nostro Paese non è quella sulla casa, ma l'instabilità politica.
Economia e Finanza - L'Imu e l'instabilità (Foto internet)

La campagna elettorale ha portato con sé programmi politici talvolta poco credibili e proposte non sempre attuabili. Si è parlato di IMU, della sua rimodulazione, eliminazione o addirittura restituzione, ma è bene ricordare che l’imposta che maggiormente grava ad oggi sul nostro Paese non è quella sulla casa, bensì quella sull’instabilità politica: lo Spread. L’Italia paga a caro prezzo la mancanza di una maggioranza stabile e di un programma credibile, un prezzo che vale varie volte l’Imposta Municipale Unica. Una chiarificazione numerica: nel solo 2013 lo Stato italiano emetterà 410 miliardi di titoli di debito pubblico. Per ogni punto percentuale di Spread, il nostro Paese (e quindi i contribuenti) si troveranno a pagare 4.1 miliardi di euro in più: esattamente un IMU. Non solo. Ipotizzando per semplicità che anche nel 2014 lo Stato rifinanzi un ammontare simile di debito, tra due anni ci troveremmo a pagare 4.1 miliardi sulle emissioni 2013 più altri 4.1 miliardi sulle emissioni 2014. Procedendo di questo passo, nell’arco di una legislatura, un singolo punto percentuale di Spread ci sarà costato approssimativamente 62 miliardi di euro, 15 volte e mezza l’IMU 2012. We live in Financial Times, recita il payoff di una nota testata giornalistica inglese: in un mondo dove tutto ha un prezzo, questo è il prezzo che l’Italia sconta per la mancanza di un’offerta politica credibile.

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