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domenica 22 maggio 2022 | ore 07:36

La crisi ora fa davvero paura

Nuovi crolli in borsa e previsioni PIL sempre più in ribasso.E ora?
Generica - Wall Street

Prima annunciata, poi esorcizzata, ma ora in continua espansione. Prosegue con gravità sempre più esponenziale la crisi economica che attanaglia l’intera economia globale. Dall’estremo oriente agli USA si registrano preoccupanti contrazioni nella produzione e sempre più aziende sono costrette a chiudere i battenti. Con una pericolosa crescita del numero dei disoccupati e dei precari che aggravano la situazione non avendo più a disposizione il potere di acquisto. A ciò si aggiunge una situazione di stagnazione nel credito delle banche che ora, con una stretta sempre più preoccupante, non sbloccano la liquidità per alleviare la situazione. Sono problemi drammatici che nemmeno gli aiuti governativi hanno saputo frenare e che gettano su questo 2009 l’ombra di una crisi senza fine. “Quest’anno sarà ancora più difficile del 2008. Il che è tutto dire” dice il ministro dell’Economia incontrando al ministero i rappresentanti delle imprese e delle banche in occasione del ‘Credit day’. “E’ necessario uno sforzo collettivo - continua il ministro - Governo, imprese, parti sociali, istituzioni bancarie e finanziarie devono agire per ridurre, per quanto possibile, l’impatto della crisi. Gli obiettivi fondamentali sono due: coesione nella società e conservazione della base industriale”. Ed ancora: “Sostenere le famiglie e potenziare gli strumenti per aiutarle nel pagamento delle rate dei mutui per la casa, l’acquisto di automobili e di altri beni”. Di fronte ai nuovi crolli delle borse anche le istituzioni finanziarie si sono attivate. Come previsto dai mercati, la Banca centrale europea ha tagliato il costo del denaro di mezzo punto percentuale, portando il tasso principale dal 2% all’1,50%, al minimo storico. E non è detto che “l’attuale livello dei tassi sia il minimo che possiamo permetterci” ha annunciato il presidente Jean Claude Trichet aggiungendo che le prossime mosse della Bce dipenderanno “dalle valutazioni sui dati”. L’istituto di Francoforte ha rilevato un ‘grave rallentamento’ dell’attività economica, sia a livello globale sia nell’area euro, che ha trovato conferme nei dati delle indagini preliminari dei primi mesi del 2009. Per quest’anno, infatti, si attende una recessione del Pil che si attesterà tra il 3,2 per cento e il 2,2 per cento. Per il 2010, invece, si prevede un andamento del Pil tra -0,7 per cento e +0,7 per cento. Ma ora, quali interventi applicare.

Dalla cassa integrazione alle proteste: anche nel territorio l’economia sta notevolmente rallentando:
Le avvisaglie vi erano già tutte, ma purtroppo le conferme non sono per nulla incoraggianti. In molte aziende del settore tessile del territorio la cassa integrazione e la diminuizione dei turni si era già avvertita a partire da fine anno, ma è da alcune settimane che la situazione ha avuto un brusco peggioramento. Riduzione degli ordini si registrano in vari settori, con un forte rallentamento del settore immobiliare e con diversi casi di fallimento. A Robecchetto, lo scorso martedì pomeriggio, alcuni lavoratori della ‘Tessitura Rudoni’ hanno tenuto un piccolo presidio per richiedere maggior attenzione sui tempi di pagamento. Un ulteriore campanello di allarme che ci porterà a dedicare maggiore attenzione ai prossimi sviluppi.

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