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In occasione della Giornata mondiale del cuore, l’ASST Valle Olona aderisce all’(H) Open Week sulle malattie cardiovascolari, promosso da Fondazione Onda ETS. Dal 30 settembre al 2 ottobre saranno proposti visite, colloqui e momenti informativi gratuiti negli ospedali e nelle Case di Comunità del territorio.
L’edizione 2026 sarà dedicata in particolare alle cardiomiopatie, patologie che interessano il muscolo cardiaco modificandone struttura e funzionalità. Possono manifestarsi attraverso affanno, stanchezza, dolore toracico, palpitazioni o perdita di coscienza, ma in alcuni casi rimangono a lungo prive di sintomi. Molte hanno inoltre una componente genetica e possono rendere necessario il controllo dei familiari.
Mercoledì 30 settembre, dalle 9 alle 11, la Casa di Comunità di Busto Arsizio, in viale Stelvio 3, ospiterà quattro visite internistiche per la valutazione del rischio cardiovascolare con la dottoressa Michela Monza. La prenotazione è obbligatoria al numero 0331 388011. Un’analoga opportunità sarà proposta giovedì 1° ottobre, dalle 14 alle 16, alla Casa di Comunità di Saronno, con la dottoressa Maria Rosaria Petrozzino. Prenotazioni al numero 02 9613907.
All’ospedale Sant’Antonio Abate di Gallarate, mercoledì 30 settembre dalle 9 alle 12, saranno effettuate visite cardiologiche ed elettrocardiogrammi rivolti ai pazienti con meno di 60 anni e disfunzione del ventricolo sinistro. Giovedì 1° ottobre, negli stessi orari, l’ambulatorio Cardiomiopatie accoglierà invece persone con familiarità per morte improvvisa. I posti sono limitati e la prenotazione è obbligatoria scrivendo a cardiologia [dot] gallarate [at] asst-valleolona [dot] it oppure telefonando allo 0331 751421.
Giovedì 1° e venerdì 2 ottobre, nell’aula Morandi dell’ospedale di Saronno, sarà inoltre proiettato il video “Dietro ogni battito – Conoscere, riconoscere, ascoltare il cuore”. Al termine si aprirà lo spazio “Il cardiologo risponde”, durante il quale i cittadini potranno porre domande e ricevere chiarimenti.
«È fondamentale che i cittadini conoscano malattie spesso silenti e di frequente di origine familiare – sottolinea il direttore sanitario Francesca Crespi – perché, grazie a diagnosi precoci e controlli costanti, possono essere prese in carico con le giuste tempistiche».
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