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Una colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, fiamme altissime e un intervento di soccorso imponente. È stato un tardo pomeriggio di grande apprensione quello di mercoledì 8 luglio a Milano, dove un vasto incendio ha interessato il deposito Bartolini-BRT di via Don Giovanni Minzoni, in zona Bovisa, non lontano dal campus del Politecnico. Secondo le prime informazioni, il rogo sarebbe divampato attorno alle 19.30, coinvolgendo rapidamente una vasta porzione della struttura.
Le fiamme hanno interessato circa 8 mila metri quadrati di superficie e diversi container collegati alle rampe di carico, rendendo particolarmente complesso il lavoro delle squadre di soccorso. L’obiettivo principale dei Vigili del Fuoco è stato fin da subito duplice: circoscrivere i numerosi focolai e impedire che l’incendio raggiungesse altri rimorchi e mezzi presenti nell’area del deposito.
Sul posto è stato predisposto un dispositivo di intervento molto importante. Oltre alle squadre del Comando di Milano, sono arrivati rinforzi anche dal vicino Comando di Monza. Complessivamente hanno operato circa 50 Vigili del Fuoco con 6 autopompe serbatoio, 4 autobotti pompa, 3 autoscale, un carro aria, il nucleo SAPR con droni per il monitoraggio dall’alto e un mezzo TRID con cestello per i lavori in quota.
Le operazioni sono state coordinate dal Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco di Milano, dottor ingegner Mauro Caciolai, presente sul posto insieme ai funzionari tecnici del Corpo. Un lavoro delicato, condotto in condizioni difficili, tra calore intenso, fumo e la necessità di evitare l’estensione delle fiamme alle strutture e ai mezzi vicini.
La nube di fumo, inizialmente molto densa e visibile da diversi punti della città, si è progressivamente ridotta grazie all’intensa attività di spegnimento. Il Comune di Milano, in via precauzionale, ha invitato i residenti della zona a non sostare all’aperto e a tenere chiuse le finestre. Secondo quanto riportato nelle prime ore dell’emergenza, non risultavano persone ferite.
Resta ora da chiarire l’origine dell’incendio e la reale entità dei danni subiti dal deposito. Solo al termine delle operazioni di spegnimento e messa in sicurezza sarà possibile procedere con gli accertamenti tecnici necessari. La Bovisa, intanto, ha vissuto ore di forte preoccupazione, con l’ennesimo grande intervento che ha messo in evidenza il lavoro dei Vigili del Fuoco e la complessità di gestire emergenze di questa portata in aree densamente urbanizzate e produttive.
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