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mercoledì 27 maggio 2026 | ore 08:01

Data center, la Lombardia approva la nuova legge

Regole più chiare per gli investimenti e priorità alle aree dismesse: l’obiettivo è accompagnare la crescita digitale riducendo consumo di suolo e impatto ambientale.
Generica - Data center

Governare la trasformazione digitale, senza subirla. È questo il principio alla base della nuova legge approvata dal Consiglio regionale della Lombardia per regolamentare l’insediamento dei data center sul territorio. Un provvedimento che arriva in una fase di forte crescita del settore e che prova a mettere insieme due esigenze sempre più centrali: attrarre investimenti e, allo stesso tempo, tutelare ambiente, suolo e comunità locali.

La Lombardia è già oggi uno dei principali poli italiani ed europei per i centri dati, infrastrutture fondamentali per sostenere servizi digitali, imprese, pubblica amministrazione, famiglie e cittadini. Proprio per questo, secondo Regione, era necessario definire un quadro più ordinato, con regole omogenee, tempi certi e criteri chiari per valutare i nuovi insediamenti.

Uno dei punti principali della legge riguarda la scelta delle aree: priorità ai cosiddetti brownfield, cioè zone già urbanizzate, dismesse o da rigenerare, così da limitare il consumo di nuovo suolo. Una linea che vuole trasformare lo sviluppo dei data center anche in occasione di recupero territoriale e rigenerazione urbana.

“Con questa legge intendiamo colmare un vuoto, offrendo regole certe, procedure omogenee e un quadro stabile per gli investimenti”, ha spiegato l’assessore regionale Massimo Sertori, sottolineando come l’obiettivo sia rafforzare la competitività della Lombardia e contribuire alla sicurezza digitale europea.

Il provvedimento introduce anche indicazioni legate alla sostenibilità. Tra queste, il recupero del calore residuo prodotto dai data center, che potrà essere utilizzato attraverso reti di teleriscaldamento o altri sistemi energetici efficienti. Sono previste inoltre compensazioni ambientali e territoriali a favore dei Comuni coinvolti dai nuovi progetti.

Particolare attenzione viene posta anche al consumo energetico e all’impatto sulle reti elettriche, tema delicato per strutture che richiedono grandi quantità di energia. Regione Lombardia avrà un ruolo di monitoraggio e coordinamento, pur ricordando che la pianificazione delle grandi infrastrutture elettriche resta di competenza nazionale.

Altro aspetto centrale è quello dell’acqua. La legge promuove tecnologie di raffreddamento più efficienti e soluzioni capaci di ridurre il ricorso all’acqua potabile, risorsa sempre più preziosa soprattutto in un contesto segnato dai cambiamenti climatici.

“La Lombardia è la prima regione in Italia per numero e capacità dei data center presenti sul territorio”, ha evidenziato l’assessore Gianluca Comazzi. “Un primato che conferma il ruolo strategico della nostra regione nell’economia digitale, ma che richiede regole chiare e una visione orientata alla sostenibilità ambientale”.

Sulla stessa linea l’assessore Giorgio Maione, che ha parlato di “un risultato fondamentale” per costruire un equilibrio tra crescita tecnologica e tutela dell’ambiente. “Con questo provvedimento la Lombardia si dota di standard all’avanguardia, garantendo che lo sviluppo infrastrutturale sia sempre accompagnato da una visione attenta alla sostenibilità e al benessere del territorio”.

La legge nasce anche da un percorso di confronto con Anci Lombardia, enti locali e operatori del settore. Un metodo che, secondo Sertori, ha permesso di tenere insieme innovazione e responsabilità territoriale.

“Viviamo un periodo di grande rivoluzione - ha concluso l’assessore - caratterizzato da una velocità di trasformazione molto più rapida rispetto al passato. Per questo la politica, chi fa le leggi e chi decide le regole, deve adeguarsi e cercare di governare i cambiamenti alla giusta velocità”.

Un passaggio, dunque, che guarda al futuro digitale della Lombardia, ma con l’intento dichiarato di accompagnarlo dentro regole più certe, sostenibili e condivise.

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