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Un luogo dove fermarsi, parlare, condividere. Ma soprattutto un luogo dove ritrovare il senso della relazione quando la malattia sembra portare via ricordi e certezze. È questo lo spirito dell’“Alzheimer Café” che prende forma a Robecchetto con Induno grazie all’impegno di Croce Azzurra Ticinia ODV, in collaborazione con l’Amministrazione comunale.
Il progetto sarà presentato ufficialmente giovedì 19 febbraio alle ore 20.45 nella sala consiliare di piazza Libertà, in un convegno pubblico aperto alla cittadinanza. Un momento di informazione, ma anche di confronto, pensato per famiglie, volontari e per chiunque voglia comprendere meglio una patologia che tocca da vicino tante realtà del territorio.
L’iniziativa nasce con un obiettivo chiaro: offrire uno spazio protetto e accogliente ai malati di Alzheimer e ai loro familiari, creando occasioni di incontro, attività stimolanti e momenti di ascolto supportati da figure professionali. Non solo assistenza, dunque, ma relazioni, condivisione e sostegno concreto.
La serata si aprirà con i saluti istituzionali, seguiti dall’intervento del dottor Luca Cravello, dirigente medico di Geriatria del Centro Regionale Alzheimer dell’Ospedale Casati Passirana di Rho (ASST Rhodense). Il suo contributo approfondirà i percorsi diagnostico-assistenziali e le strategie per promuovere il benessere di pazienti e familiari, offrendo uno sguardo competente e aggiornato sul tema delle demenze.
Spazio poi al ruolo del volontariato all’interno dell’Alzheimer Café, con la testimonianza dei volontari dell’esperienza attiva a Villa Cortese, esempio concreto di come la rete territoriale possa fare la differenza. Non mancherà un momento di dibattito con il pubblico e la presentazione del calendario degli incontri che prenderanno avvio a Robecchetto.
A moderare l’incontro sarà Giambattista Bergamaschi, volontario di Croce Azzurra Ticinia e componente del coordinamento del Forum del Terzo Settore Alto Milanese.
Un progetto che parla di comunità, di responsabilità condivisa e di quella vicinanza silenziosa che diventa fondamentale quando la fragilità entra nella vita quotidiana. Perché davanti alla malattia nessuno dovrebbe sentirsi solo, e iniziative come questa rappresentano un segnale importante di attenzione e cura per tutto il territorio.
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