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venerdì 23 aprile 2021 | ore 11:10

“Viviamo un trauma collettivo”

Un anno in cui è cambiato tutto. Un anno in cui persiste la paura per la salute personale e delle persone a noi care. Il noto psicologo Andrea Rocchitelli ci aiuta a comprendere il momento che stiamo vivendo.
Magenta - Andrea Rocchitelli nel suo studio

Un anno in cui è cambiato tutto. Un anno in cui persiste la paura per la salute personale e delle persone a noi care: libertà assodate, come poter uscire di casa e trovarsi con gli amici, sono state ribaltate. Un anno in cui tutti siamo messi in discussione. “Non esiste un trauma che non coinvolga l’intera struttura della persona - ci spiega Andrea Rocchitelli, psicologo in psicoanalisi e responsabile del Poliambulatorio Santa Crescenzia di Magenta - Stiamo vivendo tutti un trauma collettivo, silenzioso, e una condizione di stress da ormai un anno. Provate a pensare, prima del 2020 ci sentivamo quasi ‘padroni del mondo’, forse in modo fin eccessivo, le vacanze anche all’estero erano un’abitudine, la possibilità di uscire e frequentare le persone a qualunque ora del giorno. Ora è tutto l’opposto”. Ma come reagiscono le persone? “Le reazioni sono diverse - ci commenta - perchè dipendono molto dalla formazione, dalla cultura e da come reagiscono agli eventi. Ciascuno ha i suoi presupposti pur essendo inserito in un grande evento collettivo. C’è chi manifesta frustrazione, rabbia; chi paura e ansia per se stesso e per i parenti. Aggiungiamo anche che ora la sicurezza verso le istituzioni e verso la medicina vacilla, creando meno certezze: pensate ai provvedimenti, in Italia e nel mondo, approvati di corsa per inseguire il virus. Ma pensate anche alla medicina: considerata quasi una certezza, che si è trovata completamente impreparata di fronte ad un malattia nuova che, dopo un anno, non è stata ancora completamente compresa. La perdita di fiducia viene meno anche per la percezione di come si viene colpiti dalle limitazioni: vi è rabbia e confusione quando magari colpiscono me e non altre attività. A prescindere, chi era emotivamente più fragile prima della pandemia ora lo è ancora di più e lo sarà a lungo”. Ma vi è qualche positività? “Sì - ci spiega - sicuramente. Vi è stato un grande tempo per rallentare e pensare, in alcuni casi anche per poter approfondire legami familiari che prima erano sfuggenti. Ma gli effetti della pandemia, in generale, nella mente dureranno anni”.

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