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giovedì 22 ottobre 2020 | ore 03:13

Il Dpcm dietro al bancone

Bar e ristoranti al centro dell'attenzione del nuovo Decreto per l'emergenza Covid-19. Ma che cosa dicono i titolari e i gestori dei locali del nostro territorio? Ecco alcune opinioni.
Commercio - Locali e Dpcm (Foto internet)

C'è chi è impegnato a servire ai tavoli, chi, invece, è dietro al banco a preparare una colazione o un aperitivo e chi, infine, è intento a programmare i piatti per il pranzo e la cena. Si lavora e lo si fa, insomma, con il massimo impegno e una grande attenzione, ma, inevitabilmente, il pensiero è anche rivolto un po' a quel Dpcm, uscito solo qualche ora prima e che piano piano stanno studiando e valutando. Già, perché la cosa che innanzitutto balza all'occhio leggendo, appunto, il nuovo Decreto per quanto concerne l'emergenza Covid-19 è come al centro dell'attenzione ci siano in particolar modo bar e ristoranti. E, allora, che cosa ne pensano i diretti interessati? "Misure che, al momento, sembrano abbastanza permissive - affermano dal 'Rosso di Sera' di Castano - Forse è un segno incoraggiante per una situazione che non è così grave. Perché principalmente i locali? Vi rispondiamo, dicendo che capiamo che ci possono essere in queste realtà potenziali di assembramento molto alti e che, quindi, si debba intervenire con indicazioni specifiche, però, allo stesso tempo, riteniamo che sia fondamentale venirsi incontro". "La situazione è grave - continuano da 'Al Nostro Bar', in piazza Mazzini a Castano - Dal primo lockdown ad oggi, infatti, si è sentito tanto il fatto di lavorare meno e se nelle chiusure passate siamo rimasti in piedi, penso che, proprio con il nuovo Dpcm, ci metteranno in ginocchio. Mi domando il motivo di un accanimento simile nei confronti di bar e ristoranti, quando ci sono, ad esempio, i mezzi pubblici che sono, ogni giorno, affollati e con pochissimi controlli". Penalizzazione, alla fine, è la parola che ripetono se non tutti, comunque, quasi. "Un continuo evolversi di un periodo non facile - ribadisce il titolare del 'Caffé Italia - Corte del Vino' di Turbigo - E la costante instabilità nel comunicare le cose, purtroppo non aiuta, né come persone, né come attività, in quanto siamo sempre in prima linea nell'essere penalizzati. Ovvio, non siamo gli unici ad essere svantaggiati, perché innanzitutto sono proprio le persone a risentirne. Noi, comunque, siamo qua, quotidianamente, finché possiamo". "Per quanto ci riguarda non cambia molto - spiegano da 'Danny's Pizzeria - Bar' di Robecchetto con Induno - nel senso che il grosso del lavoro ce l'abbiamo in prima serata. Andiamo avanti e rispettiamo quelle che sono le misure. Vero è che bar e ristoranti sono al centro dell'attenzione, però, purtroppo, è altrettanto provato che questi sono anche luoghi di aggregazione. Forse servirebbe attuare, in parallelo, limitazioni pure in altri ambiti (scuole, mezzi pubblici, ecc...)". "Restrizioni che ci penalizzano - proseguono al 'Bellavita' di Turbigo - Ma tutto sommato basta attenersi alle indicazioni e far capire alle persone quelle che sono le regole. Noi riusciamo, alla fine, a gestire la situazione, visto che abbiamo diversi posti a sedere e siamo all'aperto. Una grossa problematica è, invece, la confusione che c'è dietro ai vari decreti: quasi ogni settimana, infatti, cambiano le direttive e, perciò, se uno vuole fare un investimento o anche semplicemente lavorare nel quotidiano, diventa, purtroppo, impossibile". "Sicuramente un po' di penalizzazione c'è - concludono dal 'Bar Mira' a Castano - Senza dimenticare come la clientela è in parte spaventata e, quindi, viene e gira meno. Per noi, comunque, la maggior attività è la mattina e, dunque, grandi danni il Dpcm non ce li ha fatti. Mentre una forte difficoltà è stare dietro alle varie misure che cambiano in maniera costante".

BAR E RISTORANTI: COSA DICONO DEL NUOVO DPCM?

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