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lunedì 22 luglio 2019 | ore 01:29

In treno per comprare la droga

I boschi del nostro territorio zone di spaccio. I consumatori arrivano in treno dal Piemonte, per andare poi ad acquistarla. Vigili in campo con una serie di servizi.
Territorio - Treni (Foto d'archivio)

Arrivano in treno, principalmente nelle prime ore della mattina o comunque entro mezzogiorno (eccezion fatta per qualche caso anche nel pomeriggio, in modo particolare durante la stagione calda, primavera ed estate), e una volta scesi eccoli raggiungere le zone boschive del territorio. Il più delle volte sono giovani (dai 30 anni in su), ma non mancano pure i 50enni e i 60enni, tutti o quasi residenti nel Novarese, nel Biellese, nel Vercellesi ed in provincia e tutti con alle spalle precedenti specifici e di vario tipo. Pochi istanti, insomma (alcuni si presentano già con una bicicletta, altri, invece, la rubano lungo il percorso) e spariscono tra la vegetazione, per poi riapparire con la droga appena acquistata e far perdere le loro tracce. Sono i cosiddetti consumatori, perchè purtroppo non è un mistero che le aree periferiche al confine tra Turbigo, Robecchetto con Induno, Nosate, Castano Primo e Lonate Pozzolo siano ormai da tempo luogo di spaccio. E, allora, proprio in ottica di prevenzione e repressione ecco che il comando turbighese di Polizia locale sta mettendo in campo una serie di servizi mirati appunto al contrasto. “L’attività è concentrata in vari momenti della giornata - spiega il comandante Fabrizio Rudoni - In qualche caso in divisa, in qualche altro in borghese, nello specifico monitoriamo sia la stazione ferroviaria cittadina sia i boschi che ci stanno attorno. Entrando ancor più nell’attività e guardando i numeri, ad oggi abbiamo fermato ed identificato una 40ina di persone, con una quindicina di fogli di via richiesti. Nella maggior parte dei casi, inoltre, hanno tutti età che va dai 30 anni in su, tutti consumatori e con già alle spalle precedenti per uso di sostanze stupefacenti ed anche per reati vari (furti, rapine, resistenza a pubblico ufficiale, ecc...). Le zone di provenienza, infine, sono il Novarese o comunque il Piemonte. L’attività da parte nostra non si ferma qui, ma proseguiremo per cercare di bloccare il più possibile simili situazioni ed avere un quadro che sia sempre più preciso e dettagliato su quanto avviene”.

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