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martedì 16 agosto 2022 | ore 05:39

Tre Comuni contro le molestie olfattive

Tre Comuni, un’unica esigenza: dichiarare guerra alle molestie olfattive che stanno perseguitando i cittadini residenti nei loro territori.
Attualità - Molestie olfattive (Foto internet)

Tre Comuni, un’unica esigenza: dichiarare guerra alle molestie olfattive che stanno perseguitando i cittadini residenti nei loro territori. Castellanza, Olgiate Olona e Marnate hanno deciso di unire le forze contando sull’alleanza di Regione, Provincia, Ato, Ats Insubria, Arpa, Alfa e Politecnico di Milano. Il tema è stato al centro di un convegno svoltosi l’altra sera al cinema teatro di via Dante. Il discorso si trascina ormai da anni e le prime mosse per affrontare la complessa problematica sono datate 2018. Aspetti ambientali si sono intrecciati e si intrecciano a questioni legali.

“L’intento di questa serata- ha spiegato in apertura dei lavori il primo cittadino di Castellanza Mirella Cerini – è di capire le cause del problema per poter intervenire in modo efficace e sinergico”.

Dall’assessore Raffaele Cattaneo è arrivata la massima disponibilità della Regione ad affiancare i comuni in questa guerra alle puzze: “un cittadino potrà porre giustamente una domanda, perché non è stata ancora risolta una situazione che si trascina almeno dal 2008?”. E ha proseguito: “le analisi e le indagini sono tuttora in corso e riguardano soprattutto l’attività di tre aziende della zona e del depuratore di Olgiate Olona”.

Che, nelle precisazioni poi seguite, non si rivela come “elemento generatore di odori ma come un loro amplificatore, riteniamo che il problema si possa risolvere entro la fine di quest’anno”. Su tutto la domanda secca dei cittadini: quando potrà finire tutto questo e si potrà ritornare a spalancare le finestre senza dovere fare i conti con miasmi di vario genere? Risposta non facile, anche perché occorre tenere conto di una serie di fattori. E, soprattutto, ha spiegato Elena Tettamanzi di Ats Insubria, “occorre prima individuare le sostanze che generano gli odori e poi stabilire se vi sia una correlazione tra questi e il deteriorarsi dello stato di salute della zona”.

Correlazione che, al momento, non risulta affatto acclarata. Tettamanzi ha fornito una serie di dati a corroborare questo asserto, dalla presenza di 344 soggetti cronici a Castellanza ogni mille abitanti al fatto che quest’ultima ha un tasso di invecchiamento passato dal 24,7 al 27.9 per cento. E in più, se le visite ambulatoriali di primo accesso sono aumentate, non lo sono invece affatto quelle di controllo. Conclusione: “al momento non abbiamo evidenze che permettano di stabilire che i tre comuni abbiano risentito in termini di salute delle emissioni odorigene”.

Resta il fatto che gli odori ci sono e ai cittadini risultano ormai insopportabili. L’Arpa ha evidenziato le molte indagini compiute sia sulle tre aziende sia sul depuratore di Olgiate, indagini che hanno permesso di osservare come gli odori si concentrino segnatamente dalla cosiddetta cameretta 49 a valle e all’ingresso dell’impianto di depurazione olgiatese. “Nel 2019 - ha ricordato Elena Caprioli in rappresentanza dell’ente – è stato istituito un tavolo odori proprio per affrontare la questione delle molestie olfattive rilevate soprattutto nell’area del depuratore e in quella industriale di via Isonzo”.

Per quanto concerne le tre aziende, le criticità rilevate si chiamano per esempio aspiratori dei locali non funzionanti, impianti di abbattimento fermi, locali dei fanghi aperti sui due lati, per il depuratore, che serve ben 45 aziende della zona, è stato invece riscontrato il mancato adeguamento impiantistico con il peggioramento della qualità dello scarico.

Una situazione di forte compromissione cui Alfa ha cercato di ovviare assumendo la gestione dell’impianto. Che la situazione non fosse improntata propriamente alla normalità, e con particolare riferimento all’azienda Perstorp, era stato acclarato da Alfa e Politecnico di Milano autrici di un’indagine congiunta da cui si sono evinte alcune situazioni anomale: “ l’indagine - ha rilevato Annalisa Berni, esponente del servizio di fognatura, acquedotto e depurazione di Alfa – ha permesso di rilevare come vi fosse nel depuratore una concentrazione di odori eccessiva rispetto alla norma, come l’impianto fosse coperto, caso che riguarda due impianti sugli ottanta gestiti dall’Alfa sul territorio provinciale, come la sezione di trattamenti dell’aria dismessa non fosse funzionante e il carico delle industrie fosse maggiore rispetto a quello di altri depuratori”.

Inconvenienti che Alfa ha cercato di risolvere con alcuni interventi cosicché, ha aggiunto, “dal primo gennaio 2022 l’impianto può dirsi attivo e funzionante”. Ma la domanda dei cittadini è risalita imperiosa: allora come si può dichiarare guerra in modo significativo e risolutivo agli odori?

Laura Capelli del Politecnico ha ricordato come l’analisi non sia affatto all’acqua di rose ma come l’ateneo in cui opera abbia messo in campo varie iniziative, una su tutte l’istituzione dei nasi elettronici “per rilevare gli odori all’ingresso del depuratore e consentire così di effettuare dei campionamenti che consentano di accertare le sostanze e la loro natura odorigena”. Accanto al complesso discorso sull’ambiente se ne è instaurato uno di carattere legale- giuridico. Pende infatti sulla questione tra Perstorp e comuni l’attesa di un pronunciamento del Consiglio di Stato riguardo agli accorgimenti adottati per eliminare gli odori.

Tutto quadra? Assolutamente no, tanto che il Comitato Elcon, da tempo impegnato sul fronte della lotta all’inquinamento ambientale nella zona e quindi anche degli impatti degli odori sulla vita dei cittadini, ha organizzato all’esterno una controassemblea apponendo degli striscioni. Uno dei suoi esponenti, entrando nel cinema teatro e prendendo la parola nella fase degli interventi, ha accusato i Comuni e gli enti di non avere recepito a sufficienza le indicazioni date dall’Arpa e in particolare la Provincia di avere concesso a Perstorp una serie di deroghe per consentirle di proseguire negli scarichi. Un punto, quest’ultimo, che la Provincia ha assolutamente smentito: “Non si imputi alla Provincia la prosecuzione di queste deroghe, ma a certe sentenze emesse dai tribunali”.

Il problema, insomma, rimane intatto. E la domanda dei cittadini pure: quando potremo tornare finalmente a respirare aria buona senza avere a che fare con miasmi intollerabili? Ma, almeno, il tema è stato messo a fuoco.

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