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martedì 26 ottobre 2021 | ore 23:42

Il macinino da caffé

"Mi è venuto un tuffo al cuore quando qualche giorno fa casualmente, entrando in un locale che custodisce oggenti antichi, ho visto un macinino da caffè...".
Trucioli di storia - Il macinino da caffé

"Mi è venuto un tuffo al cuore quando qualche giorno fa casualmente, entrando in un locale che custodisce oggenti antichi, ho visto un macinino da caffè. Era identico a quello della mia nonna Gesuina, solamente un pochino più piccolo. La nonna Gesuina era una donna forte ed in gamba, aveva una trattoria e seguiva tutto in prima persona ciò che c’era da fare in quell’attività. Era padrona, garzone, cuoca, cameriera, contabile, si occupava dell’accoglienza e talvolta il suo carattere energico le permetteva anche di fare la buttafuori. La trattoria riscuoteva molto successo e c’era sempre tanto da fare ma il regno preferito della nonna era la cucina, un piccolo locale con un’enorme stufa a legna. La accendeva alla mattina presto e per tutto il giorno era il focolare dove lei stessa cucinava tutti i pranzi e le cene per i commensali. La nonna era sempre accanto a quel fuoco sempre intenta a curare le sue pietanze. Capitava però che le pietanze dovessero sobbollire per parecchio, ecco quindi che non perdeva tempo e tra una controllatina e l’altra agli stufati, si metteva a macinare il caffè per i suoi ospiti. Lo faceva tramite un grande macinino a mano in ferro con una grande manovella, che veniva avvitato in un angolo del tavolo. Prendeva i chicchi di caffè da un grosso sacco e li metteva in quel macchinario. Con un occhio alla pentola e l’altro alla sala, cominciava a far girare la manovella del macinino ricavandone una polvere adatta alla caffettiera. Si sprigionava un piacevole profumo di caffè per tutta la cucina ma non solo, quel profumo arrivava anche nelle camere che si trovavano al piano di sopra. L’aroma passava attraverso un buco nel soffitto che nonna Gesuina aveva ricavato togliendo una mattonella del pavimento della sua camera in modo da controllare la sua trattoria anche quando doveva per forza assentarsi. Quando andavo a trovarla avevo due posti in cui cercarla, in cucina in attesa delle sue pietanze che girava il macinino, oppure nella sua camera che guardava attraverso il buco del pavimento. Che tempi meravigliosi...guardando questo macinino e chiudendo gli occhi sento ancora quel piacevole profumo di caffè e mi rivedo ancora oggi la nonna con la schiena curva che guarda attraverso il suo spioncino segreto". (Nonna Anna, Corbetta)

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