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sabato 27 febbraio 2021 | ore 13:09

"Ritorno a scuola concreto e reale"

Sono 110 i sindaci che l'hanno firmata. Una lettera, indirizzata alle istituzioni regionali e nazionali, per chiedere che il ritorno a scuola possa essere concreto e reale.
Scuole - Ritorno a scuola (Foto internet)

Sono 110 i sindaci della Città Metropolitana di Milano che l'hanno firmata. Una lettera, indirizzata alle istituzioni regionali e nazionali, per chiedere che il ritorno a scuola possa essere concreto, reale e in tutta sicurezza. "Perché nelle ultime ore - scrivono - abbiamo assistito al cambio di colore della Lombardia e, onestamente, siamo increduli e amareggiati di fronte alle ragioni che stanno emergendo alla base, appunto, di questa modifica, in alcun modo legata all'andamento pandemico". Da qui, pertanto, la decisione di preparare e inviare la missiva. "L'essere passati da 'zona rossa' ad 'arancione', infatti, non cambia in nessun modo le nostre richieste e non cancella il rischio e la paura di un ritorno alla precedente situazione, con le conseguenti criticità che continuiamo a vivere. Ci facciamo, dunque, carico delle preoccupazioni delle nostre famiglie, in quanto siamo consapevoli delle enormi difficoltà che sta causando il perdurare della didattica impartita a distanza, sia dal punto di vista dell'insegnamento, sia per ciò che concerne l'apprendimento e la socialità dei ragazzi. Siamo ben consapevoli che il limitare al massimo gli spostamenti per ridurre drastiamenti i contagi sia alla base delle decisioni prese, ma ci preme sottolineare come, subito dopo la fine del lockdown nella primavera del 2020, ogni nostra Amministrazione comunale si è fatta carico di ingenti investimenti per adeguare le strutture scolastiche, acquistare gli arredi idonei, mettere a disposizione spazi alternativi, collaborare con gli istituti per gli aspetti che attengono la sanificazione dei locali e organizzare in maniera coerente con i decreti che si sono susseguiti i vari servizi scolastici e parascolastici, compreso il trasporto nei Comuni che lo prevedono". Un grande e importante lavoro e un enorme sforzo, insomma, per permettere un rientro in piena sicurezza e facendo leva anche sul senso di responsabilità di ciascuno, chiedendo alle famiglie, agli insegnanti, al personale ed alle istituzioni locali ogni sacrificio necessario e fondamentale. "Dai nostri territorio, però, oggi arrivano segnali allarmanti sulla dispersione scolastica e sulle conseguenze sulla salute psicofisica degli adolescenti, privati delle attività a scuola e di quelle sociali e sportive - ribadiscono - Lo strumento della 'Dad' è stato, certo, un valido strumento per la prima fase dell'emergenza, però ora mostra tutti i suoi limiti e i pesanti danni se usato in via esclusiva e prolungata. Garantiamo, allora, che la stessa serietà portata avanti fino a questo momento, caratterizzerà il nostro agire per l'intero periodo di emergenza sanitaria; senza mettere in discussione le motivazioni di tipo sanitario che hanno fatto decidere per l'esclusione, in zona rossa, delle classi seconde e terze della scuola secondaria di primi grado e di tutti gli istituti superiori dalla didattica in presenza, chiediamo una profonda riflessione rispetto alle conseguenze di tale scelta e che, quindi, si metta in campo qualsiasi soluzione per il rientro in classe, tenendo conto delle diverse peculiarità geografiche, logistiche e organizzative che contraddistinguono gli oltre 1500 diversi Comuni lombardi. Comprendiamo, lo diciamo di nuovo, lo stato di emergenza, ma serve un cambio di passo che permetta sia di combattere la diffusione del virus, sia di garantire che i 'nostri' alunni possano tornare in presenza. I ragazzi sono il futuro, meritano attenzione, ascolto e noi dobbiamo loro la certezza di ogni sforzo possibile per un domani migliore, qualsiasi siano le prove a cui questa pandemia ci chiamerà".

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